«Mastropietro non mi ha chiesto nulla»

L’ex sindaco Mastromauro in aula come teste della difesa: «Sul Lido delle Palme indirizzo dato dall’amministrazione»
GIULIANOVA. «La Mastropietro ha svolto il suo ruolo da tecnico e io il mio da amministratore. Né lei né il marito mi hanno mai chiesto niente». L’avvocato Francesco Mastromauro parla da ex sindaco nel processo Castrum. Lo fa come teste citato dalla difesa di Maria Angela Mastropietro, il dirigente comunale (ora sospeso) imputato insieme ad altri 11 nomi per un presunto giro di appalti e mazzette. Per due ore l’ex amministratore risponde alle domande degli avvocati e del pm Andrea De Feis e Luca Sciarretta sui capisaldi dell’accusa: dal piano di lottizzazione del Lido delle Palme all’appalto Castrum, dall’ex area Acquaviva al cantiere dell’abitazione dell’ex assessore Nello Giacinto (uno degli imputati).
L’attenzione si concentra proprio sul piano di lottizzazione Lido delle Palme per due volte bocciato dal Tar (l’ultima appena qualche mese fa ). La Procura sostiene che la Mastropietro in cambio di alcune facilitazioni all’iter del piano abbia ottenuto la promessa dell’ affidamento di un appalto di tre milioni che sarebbe stato stipulato dal consorzio Lido delle Palme con la società Rima, di fatto gestita dal marito Stefano Di Filippo (anch’egli imputato). Mastromauro nel ripercorrere il complesso e lungo iter del piano di lottizzazione e soffermandosi sulla prima bocciatura del Tar in accoglimento al ricorso di alcuni proprietari dice: «La lottizzazione Lido delle Palme riguardava la riqualificazione di un’intera area e bisognava dare delle risposte legittime ai proprietari. Io come sindaco e tutta la maggioranza abbiamo sempre sostenuto la necessità di andare avanti sempre nel rispetto delle regole e delle normative. Dopo la bocciatura del Tar decidemmo che bisognava andare con proposte diverse. Questa è sempre stata l’indicazione dell’amministrazione e i tecnici ci dovevano dare le indicazioni tecniche per farlo. Noi indicavamo la strada e il dirigente ci diceva se era tecnicamente fattibile. Da parte della Mastropietro non c’è mai stato un interessamento personale alla questione e io ho sempre dato un giudizio molto positivo sulla professionalità dell’ingegner Mastropietro».
Sulla questione del cantiere dell’abitazione di Di Giacinto e, in particolare, sull’uso di un canale a mare per lo smaltimento delle acque di cantiere Mastromauro nel rispondere ad una domanda dei pm in merito ad un suo interessamento con i tecnici del Ruzzo dice: «In quel periodo c’erano riunioni per questioni legate ad un cattivo funzionamento di una pompa di sollevamento e in una di queste riunioni chiesi a Giambuzzi (all’epoca direttore della Ruzzo Reti (ndr) quale problema ci fosse e lui mi rispose che era una questione tecnica. Non ricordo se ho fatto telefonate, non lo escludo ma non mi sono addentrato». Al pm Sciarretta che gli chiede se sia stato lui, all’epoca ancora sindaco, a promuovere la costituzione di parte civile del Comune nel processo, Mastromauro dice «sì» aggiungendo «ma reputo giusto dire che per me sono tutti innocenti fino a sentenza passata in giudicato». Con Sciarretta che risponde: «Anche per noi». Tra i testi citati in aula dalla difesa gli ex assessore Alfonso Vella e Archimede Forcellese.
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