Matrimoni in aumento, 126 quest’anno

Nel 2022 erano stati 108, i riti civili (75) superano i religiosi (51). La sala di Santa Maria a Bitetto la più scelta dalle coppie
TERAMO. Matrimoni in aumento a Teramo nel 2023. L’anno ormai agli sgoccioli ha fatto registrare fin qui 126 unioni contro le 108 del 2022. Numeri distanti dall’anno nero per il Covid, il 2020, quando in città erano stati celebrati appena 46 matrimoni che già nel 2021 erano però più che raddoppiati arrivando a 97. I dati sono dell’ufficio anagrafe del Comune e restituiscono una fotografia anche delle tendenze circa il rito scelto dalle coppie: nel 2023 i matrimoni civili sono stati 75, superando quelli religiosi che sono stati 51. Una scelta che nell’ultimo quadriennio si è mantenuta costante con la sola eccezione del 2022 quando i riti religiosi hanno superato i civili (56 contro 52).
In città i luoghi dove celebrare un matrimonio civile sono l'auditorium di Santa Maria a Bitetto (che va per la maggiore), il Castello Della Monica (aperto ai riti di questo genere da maggio 2022) e i più asettici uffici dell'anagrafe di piazzale San Francesco e quello del sindaco in via Carducci. Le prime due location hanno un costo di affitto dello spazio, le altre due no. Giorni e orari sono flessibili «perché cerchiamo di andare incontro in ogni modo alle necessità e alle richieste degli sposi», spiega l'assessore all’anagrafe Pina Ciammariconi che da qualche settimana, con l’ausilio dei dipendenti dell’ufficio, ha apportato piccole migliorie alla procedura del rito. Ai futuri sposi che vanno nell’ufficio per predisporre gli atti per il matrimonio viene consegnato un cartoncino prestampato col logo del Comune dove appuntare i documenti da depositare: un piccolo promemoria, con tanto di auguri. Dopo la celebrazione, gli sposi ricevono una cartellina con pergamena ed estratto di matrimonio che non dovranno perciò richiedere e ritirare successivamente. Accortezze formali che prendono il posto di fogli e fotocopie disordinati e freddi.
«Sono dettagli che però vogliono indicare la cura anche delle carte per chi vive un momento così importante», commenta l’assessore. Sulla scelta del rito civile incidono diversi fattori, oltre a quello legato alla fede, a partire dalle spese. «Molte coppie ritengono meno dispendioso il matrimonio civile, sia per l'allestimento floreale che per la scelta degli abiti: ci sono spose e sposi che si presentano il giorno del “sì” anche in un sobrio tailleur o in jeans e maglietta. Senza troppe formalità. Ci sono poi coppie in seconde nozze, che dunque non possono sposarsi in chiesa. Ci sono infine quelli che, per motivi personali, scelgono il rito civile fissando a un secondo momento quello religioso», conclude Ciammariconi che spera di poter allestire negli uffici uno spazio «bello ed accogliente» per i riti civili, in attesa di tornare nella sede storica di piazza Orsini.
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