«Mattarella sblocchi la ricostruzione»

8 Febbraio 2020

Il presidente della Provincia: lunedì a Teramo dovrà rendersi conto che c’è un vuoto legislativo

TERAMO. Il presidente della Provincia “chiama” il presidente della Repubblica sul tema della ricostruzione post-sisma. In vista dell’arrivo di Sergio Mattarella in città, previsto per lunedì con visite istituzionali prima in ateneo e poi in cattedrale, Diego Di Bonaventura lancia messaggi inequivocabili. «Nel 2016», dice, «il capo dello Stato nel suo discorso di fine anno disse, rivolgendosi ai territori terremotati, “non vi lasceremo soli”. Invece siamo ancora soli, senza una ricostruzione reale. E vorrei che lui lunedì percepisse che quello che diceva nel 2016 non si è avverato. Siamo stati lasciati con un vuoto amministrativo e legislativo, è innegabile che se dopo tre anni siamo ancora a questo punto le procedure messe in campo a Roma per la ricostruzione non funzionano. Glielo diremo noi amministratori locali lunedì e mi auguro che se ne renderà conto di persona».
Di Bonaventura ovviamente non attribuisce responsabilità dirette al presidente per la ricostruzione lumaca, ma sottolinea: «Solo lui può parlare con il Parlamento, con chi legifera, e spingere perché si faccia una legge seria. Mi aspetto questo da un presidente della Repubblica che ha a cuore l’intera comunità italiana».
Di Bonaventura insiste sul mancato raccordo tra gli organi centrali dello Stato e i territori. «Qualcosa si è interrotto», dice, «con la scusa della crisi economica e dell’Europa qui non si legifera. Ma tutti gli onorevoli che abbiamo, deputati e senatori autorevoli, neanche loro possono incidere? Dopo la visuta di Mattarella voglio convocare tutti i parlamentari abruzzesi per capire se a Roma possono incidere o no. Non capisco perché dobbiamo andare noi amministratori locali a Roma se abbiamo già chi ci deve rappresentare, non capisco perché questi rappresentanti non riescono a scuotere il Parlamento».(d.v.)
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