Mattucci: all’attacco delle liste di attesa

Il nuovo direttore sanitario vede tra le priorità anche i tagli alla mobilità passiva e il potenziamento degli screening
TERAMO. Maria Mattucci ha preso possesso lunedì dell’ufficio al quinto piano di circonvallazione Ragusa. E’ direttore sanitario della Asl dunque da tre giorni e, forte della lunga esperienza all’interno dell’azienda – è stata per 24 anni nella direzione sanitaria dell’ospedale di Atri, prima come aiuto, dal 2006 come direttore di presidio – sa quali sono le priorità su cui lavorare. Ne individua tre, per ora: gli screening, i livelli essenziali di assistenza (Lea) e i tempi di attesa.
«Ci muoveremo immediatamente», annuncia, «per i tempi di attesa dobbiamo andare a un'analisi dell'offerta: entrare nei meandri sia delle prestazioni ospedaliere che di quelle distrettuali e poi se possibile fare un'analisi della richiesta. Vedere cioè l’appropriatezza delle richieste. E’ ambizioso come programma, ma dobbiamo farlo». Per abbattere le attese bisogna munirsi di apparecchiature. «La risonanza sarebbe importante in tutti gli ospedali. Poi avevamo una Pet e ora non ce l'abbiamo: in futuro sarebbe necessario rivalutare quella diagnostica. Dobbiamo anche riparlare di medicina nucleare, in quanto siamo un po' carenti: ad Atri è chiusa, a Teramo funziona a singhiozzo». Mattucci ricorda il nuovo acceleratore lineare al Mazzini e il secondo in arrivo.
E comunque sottolinea che le liste di attesa sono collegate alla mobilità passiva. «Anche se non sono l’unico fattore che la determinano», precisa, «certamente bisogna migliorare l’offerta, ottimizzarla e farla conoscere all'utenza. E poi andare a vedere la mobilità indotta: non ho prove che ci sia un invio di pazienti ad altre strutture, ma bisogna verificare. E' un lavoro immane, ma qualcosa si deve fare e lo si deve fare tutti insieme, anche con l’assistenza sul territorio e con medici di medicina generale. Altrimenti si parla delle criticità ma non si risolvono». Sui Lea «dobbiamo fare nostri quelli appena approvati dalla Regione».
Sugli screening «dopo un periodo silente, ora ci si sta muovendo. Lo screening alla mammella è partito alla grande e lo stesso con il colon. La prevenzione è basilare, senza considerare che gli screening contribuiranno all’abbattimento liste di attesa: svolgono un quota degli esami di controllo che altrimenti andrebbero a ingrossare le liste». Mattucci sottolinea la giustezza delle considerazioni del direttore generale Roberto Fagnano sulla carenza di personale: «l'azienda nell'ultimo periodo ha effettuato tanti concorsi, tanti medici sono stati assunti, ma probabilmente non saranno sufficienti. L'età media dei nostri medici è molto alta, negli ultimi anni non c'è stato un rinnovo. C’è ancora bisogno infermieri e personale di supporto. In più c’è il problema del decreto regionale ultimo che ci fa ridurre l'utilizzo del personale a tempo determinato: non rinnovare i contratti a un paio di centinaia di unità sarebbe deleterio, sia per il funzionamento delle strutture, sia per i lavoratori stessi». (a.f.)
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