Maturità, il quizzone è facile o difficile a seconda delle classi

Domande e tempo a disposizione decisi dalle commissioni: c’è chi si lamenta e chi invece sorride. Da domani gli orali
TERAMO. Era lo spauracchio di tutti e alla fine il famigerato “quizzone” qualche difficoltà l’ha data. Terzo ed ultimo scritto prima degli orali per gli oltre duemila maturandi teramani impegnati ieri nella temutissima prova multidisciplinare decisa dalle singole commissioni su un massimo di cinque materie tra quelle studiate durante l’ultimo anno scolastico (escluse quelle della seconda prova). Domande a risposta aperta o chiusa, trattazioni sintetiche, esercizi, problemi a soluzione rapida o lo sviluppo di un progetto su più discipline: queste le tipologie d’esame con cui i ragazzi si sono confrontati nel tempo a disposizione, tra i 60 e 150 minuti, deciso anche questo dalle commissioni. E per tutta la mattinata – in alcuni casi fino al pomeriggio come allo Scientifico “Einstein” – gli studenti si sono dati la “staffetta” davanti l’entrata di scuola: ansia e timore per chi ancora doveva sostenere la prova, sollievo e qualche sorriso per chi invece era già con il pensiero alla tesina da presentare agli orali (al via già dopodomani). La primissima a lasciare l’aula all’“Einstein”, poco dopo le 10.30, è Cristina Loi, quinta A. «Ho avuto problemi con le due domande di fisica», racconta, «era una materia imprevista e i quesiti erano difficili». Qualche dubbio anche sulla geografia astronomica, decisamente meglio le sei domande di storia, storia dell’arte e inglese. «Tutto sommato la prova era fattibile, gli argomenti erano molto generali». «Poteva andare meglio, ci siamo trovati con i tempi stretti a dovere rispondere a due domande aperte e quattro multiple», spiegano invece Luca Di Simone, Walter Coppola e Danilo Talvacchia, quinta H Ragioneria al “Comi”. A creare più difficoltà, la matematica. «Non era una prova facile», ammette anche Alex Vangeloschi, quinta H dell’Europeo, «bisognava fare collegamenti con conoscenze già acquisite, mi è andata bene con la matematica, spero lo stesso con filosofia, francese, e lettere classiche». Poco più in là Clarissa Di Gregorio, quinta A del classico “Dèlfico”, conferma queste impressioni. «E’ sempre una prova statale e bisognava studiare, io l’ho trovata abbastanza difficile ma fattibile. Sono rimasta un po’ spiazzata dalla scelta di educazione fisica». Chi invece non si lamenta proprio sono due studenti della quinta B Informatica all’”Alessandrini”, Vincenzo Olivieri e Daniele Di Donato: «Avevamo 12 domande a risposta composta ed esercizi, tre ciascuna per elettronica, informatica, inglese e matematica. Abbiamo completato tutte le prove e siamo davvero soddisfatti».
Fabio Marini
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