Maxi blitz contro la ’ndrangheta Controlli anche a Mosciano
MOSCIANO. Ha toccato anche il Teramano la maxi operazione portata avanti dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria che ha sgominato un’organizzazione che agevolava la latitanza di...
MOSCIANO. Ha toccato anche il Teramano la maxi operazione portata avanti dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria che ha sgominato un’organizzazione che agevolava la latitanza di boss della ’ndrangheta. In particolare, nel Teramano, ci sarebbe stata una persona localizzata a Mosciano fino a qualche settimana fa, prima del blitz di ieri. I carabinieri hanno arrestato 14 persone - due ai domiciliari - ritenute responsabili a vario titolo di traffico e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, favoreggiamento personale di latitanti e detenzione e porto abusivo di armi da sparo comuni e da guerra. L'operazione, denominata “Gear”, è stata condotta tra Reggio Calabria, Teramo e Benevento. L'organizzazione aveva stabilito la sua base nevralgica in una cava di inerti situata a Gioia Tauro, individuata grazie alle indagini condotte dalla sezione operativa della compagnia carabinieri di Gioia Tauro e fa seguito agli arresti dei latitanti Antonino Pesce, Salvatore Etzi e Salvatore Palumbo. Proprio il monitoraggio di mogli, fidanzate, parenti e favoreggiatori dei latitanti aveva fatto emergere la centralità del sito di estrazione che poi si sarebbe rivelato essere un vero e proprio snodo delle attività delittuose. Il monitoraggio della cava aveva permesso anche ai carabinieri di Gioia Tauro di catturare, il 14 aprile 2018, un quarto latitante, Vincenzo Di Marte, inserito nell'«elenco dei latitanti pericolosi» e ritenuto un elemento di spicco della cosca Pesce. I componenti l'organizzazione, secondo l'accusa, con diversi ruoli, avrebbero messo a disposizione dei latitanti immobili da adibire a rifugio, avrebbero fornito generi alimentari e di prima necessità.
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