Maxi concorso per infermieri: il Tar ne riammette altri due

I giudici amministrativi accolgono i ricorsi presentati dai concorrenti su uno dei quesiti della prova Il direttore generale Di Giosia: «Attendiamo tutti i procedimenti e poi ripubblicheremo la graduatoria»
TERAMO. Due sentenze nel merito che sicuramente, da un punto di vista della giustizia amministrativa, sono destinate a fare ulteriormente da apripista ad altri ricorsi se si pensa che al maxi concorso per 90 posti da infermieri bandito dalla Asl di Teramo, che riguarda anche le Asl di Pescara e L’Aquila, hanno partecipato in 3.683 .
Il Tar dell’Aquila ha accolto due ricorsi presentati da altrettanti candidati teramani esclusi dalla graduatoria all’esito della prova scritta. Con due distinti provvedimenti, depositati a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro nell’ultima settimana, il presidente Umberto Realfonzo ha annullato «il giudizio di insufficienza della prova».
In entrambi i provvedimenti i ricorrenti (assistiti in un caso dagli avvocati Michele Artese e Mario Casolani e nell’altro da quest’ultimo e dall’avvocato Massimo Tiberio) hanno sollevato questioni sulla formulazione del quesito numero 22 su cui i giudici amministrativi, tra l’altro, si erano già pronunciati qualche mese fa accogliendo altri due ricorsi. «Merita accoglimento il secondo decisivo rilievo critico che riguarda la formulazione del quesito numero 22 cui fa seguito l’effetto demolitorio solo parziale della valutazione della prova del ricorrente in coerenza con le conclusioni del ricorso», si legge in uno dei due provvedimenti (giudice estensore Giovanni Giardino), «la censura in rassegna considera generica e ambigua la formulazione del quesito numero 22 della prova con il quale si è chiesto al candidato di indicare quale norma colloca la dirigenza sanitaria in un unico ruolo». E precisa: «In effetti la citazione delle fonti normative con il solo numero, benché sia nei testi divulgativi che in quelli scientifici una legge o altra fonte siano sempre indicate con il numero e, almeno l’anno di pubblicazione, non consente di ritenere esaustiva la formulazione delle risposte sottoposte alla scelta dei candidati, tanto che la stessa commissione ha ritenuto “non univoco” “il tenore letterale” del quesito e ha deciso di considerare corrette due risposte su tre anzichè, come già era stato stabilito, una su tre». E conclude: «Trattandosi, infatti, di un quesito che richiede solo l’esercizio di abilità mnemoniche e non potendosi trarre aliunde, sul piano logico, elementi utili per arrivare alla soluzione, la citazione incompleta del dato testuale impedisce una compiuta elaborazione di nozioni che il candidato potrebbe effettivamente conoscere ma non riconoscere come corrispondenti alle alternative proposte per il fatto che queste contengono dati parziali e dunque non univoci».
Il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia così dichiara: «Il concorso non è stato annullato e la prova svolta conserva la sua efficacia. Ora non possiamo far altro che attendere la conclusione dei procedimenti giudiziari e poi ripubblicheremo la graduatoria sulla base delle riammissioni dei candidati».
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