Maxi debito del Comune Scatta il pignoramento

Lo ha deciso il commissario ad acta nominato per la causa De Berardiniis L’ente deve versare ancora 500mila euro per pagare un esproprio del 2002
SANT’OMERO. Il Comune di Sant’Omero ha pagato due acconti del maxi debito De Berardiniis, dovuto a un esproprio mai pagato, ma non ha evitato il pignoramento. Il commissario ad acta nominato dal prefetto dell’Aquila, su indicazione del Tar, per la liquidazione del debito che ammonta a circa 600mila euro e che il Comune ha dovuto riconoscere a seguito della sentenza del giudice civile, ha fatto disporre il pignoramento alla tesoreria comunale per la restante somma da pagare, poco più di 500mila euro. L’impossibilità tanto per l’amministrazione comunale, quanto per il commissario ad acta di contrarre un mutuo per soddisfare il debito ha spinto inevitabilmente lo stesso commissario a pignorare l’ente. La causa De Berardiniis si riferisce all’esproprio per la lottizzazione dell’area produttiva situata lungo la Sp 259, poco dopo il bivio di Sant’Omero. Quel debito, inizialmente di meno di 100mila euro di valore, ora è lievitato a causa della morosità del Comune. Dunque, arriva il pignoramento che non potrà, però, aggredire le somme cosiddette impignorabili ovvero quelle poste che l’ente ha dichiarato tali e sulle quali nessun creditore può avanzare pretese.
I tempi sono stretti per l’amministrazione civica, guidata dal sindaco Andrea Luzii, che non potrà rispettarli. I pochi giorni di tempo indicati per saldare il maxi debito non permetteranno mai al Comune di adempiere. Nel 2016 il consiglio comunale di Sant’Omero aveva votato all’unanimità il riconoscimento del debito fuori bilancio di 680mila euro della causa De Berardiniis. Il taglio di 150 mila euro rispetto alla cifra iniziale, che era di 750mila euro in virtù della sentenza del giudice a carico delle casse comunali, era frutto della transazione stragiudiziale condotta dall’amministrazione civica di Sant’Omero. Sono soldi che il Comune oggi deve ai proprietari dell’area che hanno ottenuto la sentenza definitiva favorevole. I proprietari delle ex lottizzazioni non furono mai indennizzati negli anni 2002-2003 quando i terreni valevano allora molto meno di 100mila euro (fondi accantonati nel 2002) per cui non si procedette alla liquidazione con il risultato che l’importo da pagare poi è lievitato di sei volte rispetto al valore originario.
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