Maxi evasione fiscale da tre milioni

Cinque teramani denunciati nell’operazione della Finanza di Ascoli sulla gestione di società, sequestrati appartamenti e conti
TERAMO. E’ una maxi evasione fiscale da tre milioni e mezzo di euro quella maturata dopo tre anni trascorsi senza presentare nessuna dichiarazione di redditi. L’ennesima operazione fraudolenta nei confronti del Fisco è stata scoperta dalla guardia di finanza di Ascoli che ha denunciato 12 persone, tra cui 5 teramani residenti ad Alba, Giulianova e Roseto e sequestrato beni immobili e conti correnti per un totale di 470mila euro.
Secondo l’accusa di investigatori e inquirenti il gruppo avrebbe messo in piedi un sistema utilizzando tre società, costituite ufficialmente tra le province di Teramo, Ascoli e Perugia ma di fatto tutte operanti nella zona di San Benedetto del Tronto, nel tempo svuotate di ogni bene. «Imprese», scrivono i finanzieri, «che una volta conseguiti per gli scopi per cui erano state costituite erano state riversate nelle mani di classici prestanome anche al fine di confondere le effettive responsabilità di chi nelle pregresse gestioni aveva avuto un ruolo attivo finalizzato esclusivamente ad accumulare patrimoni illeciti, di una certa consistenza, attraverso la reiterata perpetrazione di diversi reati fiscali, nell’ambito di un più ampio meccanismo fraudolento pianificato». I 12 coinvolti sono stati denunciati per omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi e occultamento o distruzione delle scritture contabili. Perchè, sempre secondo l’accusa, a più riprese i 12 avrebbero occultato e distrutto le scritture contabili per evitare ogni tipo di accertamento. Nonostante questo le Fiamme gialle del nucleo di polizia tributaria sono riusciti a mettere insieme accertamenti e documenti che hanno portato il pm di Ascoli Umberto Monti a chiedere ed ottenere dal gip il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente. Oggi lo Stato sequestra loro libretti di risparmio, conti correnti e, in alcuni casi, anche immobili per riprendersi quello che non è stato versato all’Erario. Sugli atti giudiziari si chiama sequestro per equivalente, nella realtà diventa uno strumento per bloccare chi è accusato di evasione fiscale. Complessivamente la Finanza di Ascoli ha “sigillato” 470mila euro rappresentati da sei immobili tra Ascoli e Teramo, e 29 conti correnti, depositi e titoli individuati in istituto di credito di Ascoli, Teramo, Fermo e Milano.(d.p.)
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