Maxi frode fiscale tocca anche il Teramano

Perquisizioni della Guardia di Finanza di Trieste nell’ambito di un’inchiesta nazionale sul lavoro irregolare
TERAMO. Tocca anche il Teramano l’inchiesta dalla Procura di Trieste in varie regioni su un presunto sistema illecito sull’impiego di manodopera e frodi fiscali. «Al centro della frode», si legge in una nota della guardia di finanza, «un sofisticato schema di utilizzo della forza lavoro attuato mediante la creazione di una rete di società fittiziamente costituite e intestate a prestanome, che fungevano da “serbatoi di manodopera” con l’obiettivo di eludere norme di legge in materia di lavoro e dei contratti collettivi nazionali di settore». Secondo la Finanza «la fornitura illecita veniva dissimulata mediante strumentali appalti per figurate “prestazioni di servizio” fornite da soggetti giuridici "di comodo" usati come strumentali “contenitori” della forza lavoro (cosiddetto “caporalato grigio”).
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