Maxi pene per spaccio: in tre finiscono in carcere
TERAMO. La sentenza di condanna è diventata definitiva e così nella serata di mercoledì tre uomini di Montorio sono stati arrestati e portati in carcere. Devono scontare rispettivamente 13 anni, 6 e...
TERAMO. La sentenza di condanna è diventata definitiva e così nella serata di mercoledì tre uomini di Montorio sono stati arrestati e portati in carcere. Devono scontare rispettivamente 13 anni, 6 e 5 per spaccio: si tratta di condanne arrivate per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio disposte nel 2015 al termine di un rito abbreviato e confermate, con parziale riforma, dalla Corte d’appello. Successivamente i tre hanno proposto ricorso in Cassazione che però è stato respinto e da qui i provvedimenti di carcerazione emessi dalla Procura generale. L’operazione scattò nel 2013 nell’ambito di una indagine portata avanti dalla Procura distrettuale dell’Aquila.
Secondo la ricostruzione fatta all’epoca dalla squadra mobile ci sarebbe stato un traffico di droga che in tre anni avrebbe portato 15 chili di cocaina tra Montorio e Teramo in un giro di spaccio gestito da persone ritenute insospettabili. Nel corso di una perquisizione nell’abitazione di uno degli arrestati venne trovata una sorta di "libro-mastro" che aveva dato una svolta alle indagini. Nel registro, infatti, (sempre secondo la versione fornita all'epoca dalla polizia) erano riportati dati basilari come entrate e uscite, trasferimenti di denaro all’estero, viaggi fra Modena e l'Abruzzo e anche i clienti a cui veniva venduta la droga. Fu un'indagine certosina, durata un anno, con la ricostruzione di legami e rapporti anche con il supporto di intercettazioni telefoniche e video-ambientali. A ottobre del 2012 era stato sequestrato più di un chilo di cocaina purissima: la squadra mobile al casello dell'A24 di Basciano aveva bloccato un'auto con la droga nascosta sotto al sedile. A capo dell'organizzazione, secondo la polizia, c'era un cittadino albanese e all'epoca dei fatti residente a Modena, accusato di rifornire gli intermediari, che quella droga purissima poi la tagliavano e la smerciavano agli spacciatori di piccolo cabotaggio che a loro volta la vendevano a centinaia di clienti.
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