Maxi spaccio di marijuana, cinque arresti

Operazione dei carabinieri di Ascoli: sono quattro italiani e un albanese che vivono a Martinsicuro
MARTINSICURO. L’indagine dei carabinieri di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto era partita nello scorso settembre quando, durante un controllo stradale, vennero fermati e perquisiti nelle Marche due incensurati che avevano complessivamente (in auto e a casa) 171 kg di marijuana. I due (che si giustificarono dicendo di aver trovato quei sacchi in spiaggia) vennero arrestati e rinchiusi nel carcere di Marino del Tronto. L’attività investigativa ha permesso ora di sgominare l’organizzazione ed ha portato ad altri cinque arresti, di quattro italiani e un albanese. Sono G.S. 46enne, T.C.M. 53enne, W.T. 48enne e M.P. 55enne, tutti domiciliati a Martinsicuro.
Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state eseguite, ieri all'alba, dai carabinieri piceni con l’ausilio di cani ed elicotteri. La procura della Repubblica di Ascoli Piceno contesta agli arrestati il concorso in detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti con l’aggravante della rilevante quantità, la detenzione illecita di arma abusiva da sparo ed il furto aggravato in concorso perché due di questi arrestati si erano anche improvvisati sciacalli avendo rubato grondaie di rame nella terremotata frazione di Pretare di Arquata del Tronto.
L'operazione è stata condotta dal comandante provinciale dei carabinieri piceni Ciro Niglio e coordinata dal procuratore capo di Ascoli Piceno Umberto Monti mentre le cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state firmate dal gip Annalisa Giusti, su richiesta del pubblico ministero Mara Flaiani. I militari sono intervenuti con il supporto di due unità cinofile e di un elicottero arrivato da Pescara per effettuare l’arresto dei malviventi, responsabili della gestione di un giro di traffico marijuana nel territorio. Dalle indagini è emerso che gli arrestati avevano tra loro legami di parentela o stretta amicizia ed utilizzavano un canale autonomo di approvvigionamento di probabile origine albanese, contrariamente a quanto venne riferito dai primi due arrestati a settembre 2017 che asserirono di aver trovato i due sacchi di marijuana sulla battigia di Porto d’Ascoli.
Alex De Palo
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