Maxi traffico di eroina e cocaina: 12 arresti, sigilli a 200 chili di droga

In carcere albanesi e teramani; la sostanza stupefacente arrivata in Tir e nascosta sotto terra Altri otto fermi scattati nei mesi scorsi, sul mercato un milione di dosi per un valore di 10 milioni
TERAMO. È un maxi sequestro di droga di duecento chili tra cocaina ed eroina nascosti sotto terra a dimostrare, qualora fossero necessarie ulteriori conferme, come il territorio teramano ormai da tempo sia diventato crocevia del traffico di droga e punto di incontro di organizzazioni criminali che si spartiscono il mercato dello spaccio. L’operazione della squadra mobile teramana mette insieme 12 nuovi arresti (eseguiti all’alba di ieri con tanto di elicotteri a sorvolare le zone di Abruzzo e Marche) tra albanesi, teramani e ascolani che si aggiungono agli altri otto scattati nei mesi scorsi negli altri blitz che hanno portato al mega sequestro. Resta fuori, per il momento, un latitante: l’albanese che nel novembre del 2022 riuscì a fuggire dopo una sparatoria da un vecchio casolare di Floriano Di Campli dove vennero trovati 16 chili di eroina. Ed è da questa operazione che sono partite tutte le altre che si sono susseguite tra marzo e maggio offrendo spunti di indagine alla squadra mobile diretta da Roberta Cicchetti.
La droga dal sud Italia
e dal nord Europa
La droga interrata il più delle volte era nascosta in buste di una catena di supermercati del nord Europa e questo ha consentito alla polizia di accertare come uno dei canali di rifornimento fosse proprio quello del nord Europa mentre l’altro è quello del sud Italia. Chili di droga, che così come da tempo hanno evidenziato varie inchieste e processi (tra cui quello che due anni fa ha portato a condanne per 50 anni di carcere dopo la deposizione in aula di ex camorrista attuale collaboratore di giustizia), ogni mese arrivano nel Teramano per essere destinati ai mercati del capoluogo e della costa: complessivamente oltre un milione di dosi singole di cocaina ed eroina per un valore di oltre 10 milioni di euro. Con, secondo gli investigatori, gli albanesi ad occuparsi del rifornimento, i locali ad occuparsi dello spaccio al dettaglio con in molti casi la consegna “porta a porta delle dosi” a centinaia di clienti tra cui molti professionisti. Lavoravano tutti singolarmente, non viene contestata l’associazione, e solo in alcune occasioni si sono avvalsi degli stessi fornitori, dello stesso corriere marchigiano e dello stesso camionista che portava i carichi.
I nomi degli arrestati
e i maxi sequestri
I maxi sequestri, oltre a quello di Campli, sono scattati tra marzo e maggio nelle località di Mosciano, Colonnella e Tortoreto. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state firmate dal gip Marco Procaccini che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Laura Colica. I destinatari delle ordinanze sono: Orges Demiri, albanese di 40 anni residente a Monteprandone nell’Ascolano; Tommaso Colacioppo, 47enne di San Benedetto del Tronto; Fabrizio Pompizii, 54 anni di Campli; Roberto Tarquini, 48 anni di Teramo; Adriano Di Antonio, 44 anni, di Campli; Domenico Giancola, 46 anni, di Teramo; Afrim Kasa, albanese di 43 anni, residente a Martinsicuro; Martin Kamxhiu, albanese di 41 anni residente a Martinsicuro,; Rexhep Kumrija, 21 anni, albanese residente a Martinsicuro; Izet Sufa, albanese di 53 anni residente a Tirana; Ervin Cili, albanese di 42 anni residente a Monteprandone nell’ascolano e Michele Demarino, 42 anni, residente a Mola di Bari. Sono assistiti dagli avvocati Ada Filiaci, Fabio Meco, Tiziano Rossoli, Paola Pedicone, Massimo Tonoli, Maurizio Cacaci, Antonio Valentini, Nicola Parente. I primi interrogatori di garanzia sono previsti oggi. Il questore Carmine Soriente ha sottolineato come l’operazione sia «un messaggio di sicurezza a tutta la cittadinanza sul fatto che la polizia c’è sempre».
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