Mazzitti: così ho migliorato il “Cura Italia”

L’avvocato, malato ai polmoni, fa inserire nel decreto una norma che aiuta chi non respira da solo
TERAMO. Solo un uomo dalla forte tempra come Walter Mazzitti poteva, da un letto di ospedale, portare una forte testimonianza di impegno civile. L’avvocato teramano, che soffre di una grave insufficienza respiratoria, ha pubblicato su Facebook, con un messaggio scritto da un collega, la sua grande gioia «per avere raggiunto il più importante risultato della mia vita professionale».
Il 24 aprile il parlamento ha approvato il decreto “Cura Italia” volto a fronteggiare la pandemia Covid -19, che contiene una norma proposta da Mazzitti e sostenuta dal ministro della Salute. «La norma», spiega l’avvocato che ricopre prestigiosi incarichi internazionale e nazionali, ad esempio per la presidenza del Consiglio, «consentirà ad oltre 100 mila malati, come me affetti da gravi patologie polmonari, obbligati giorno e notte a fare uso di ossigeno per respirare, di tornare a nuova vita, poter uscire di casa senza limiti di distanza e di tempo e vedersi riconosciuta una libertà di movimento identica a quella di tutti i cittadini italiani non portatori di questa grave inabilità».
Si tratta di malati che per potersi muovere da casa devono usare una piccola bombola portatile ad autonomia ridotta, di massimo 2-3 ore, con una forte limitazione della libertà di movimento, soprattutto per chi vive lontano dalle città. Difficoltà anche a recarsi nei luoghi di cura, magari lontani centinaia di chilometri. «Queste difficoltà influiscono in maniera assai grave sulla psicologia di ogni singolo malato, che si vede isolato, indifeso, angosciato e consapevole di non poter condurre una vita normale come tutti coloro che sono stati più fortunati», osserva.
E invece ora, dal momento dell’applicazione della legge «potranno ricaricare le bombole portatili in ospedali e farmacie che saranno individuati, con i poteri dell’emergenza Covid-19, dal ministero della Salute d’intesa con le Regioni e le associazioni farmaceutiche entro il 31 luglio 2020», scrive Mazzitti, «da allora tutti i malati di malattie respiratorie potranno quindi muoversi liberamente, in sicurezza, sul territorio nazionale, senza più alcuna limitazione di tempo e di distanza e riprendere una vita di relazione. La rete nazionale così creata potrà essere di ausilio e di supporto anche alle tante persone che, a causa del coronavirus, hanno purtroppo sperimentato l’insufficienza polmonare e forse dovranno trovarsi a fronteggiarla anche in futuro, se i loro polmoni avranno subito danni per la malattia». (a.f.)
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