Meccanico e muratore presi con 3 chili di droga
Teramano e albanese arrestati con la marijuana nascosta in macchina e a casa La polizia: stupefacente destinato al mercato dei consumatori adolescenti
TERAMO. La polizia li ha sorpresi in strada: il primo in auto con due chili e 300 grammi di marijuana nascosti in auto, il secondo in moto con 750 grammi di marijuana occultati in casa. Mirco Di Cipriano, 34 anni, meccanico teramano, e David Gjini, 22 anni, muratore albanese, mercoledì sera sono stati intercettati e arrestati dalla polizia alla rotonda di Mosciano Sant’Angelo. I due ieri mattina sono comparsi davanti al giudice Franco Tetto che ha convalidato gli arresti e ha disposto per il primo (assistito dall’avvocato Nicola Rago) l’obbligo di dimora a Teramo a per il secondo (assistito dall’avvocato Nello Di Sabatino) gli arresti domiciliari.
Secondo la versione fornita dalla polizia l’ingente quantitativo era diretto al mercato teramano, in particolare quello dei giovanissimi. Gli uomini della squadra mobile, coordinati dal dirigente Gennaro Capasso, da qualche giorno tenevano d’occhio gli spostamenti dei due, in particolare dopo aver saputo che avrebbero dovuto far arrivare un grosso quantitativo di sostanza stupefacente. Il blitz è scattato nel tardo pomeriggio di mercoledì quando alla rotonda di Mosciano Sant’Angelo Di Cipriano è arrivato a bordo della sua macchina preceduto da Gjini che era in sella alla sua moto: secondo la versione della polizia un sistema adottato proprio per controllare la strada. Gli agenti della mobile li hanno fermati ed è bastata una perquisizione della vettura per trovare la droga: circa due chili e 300 grammi di marijuana erano nascosti sotto uno dei sedili della vettura. Successivamente è scattata la perquisizione nell’abitazione teramana del ragazzo albanese: qui i poliziotti della sezione antidroga della mobile hanno trovato 750 grammi di marijuana nascosti dietro un armadio, 10 grammi di cocaina ed un bilancino di precisione. Dopo una notte ai domiciliari e due, ieri mattina, sono comparsi davanti al giudice per il rito della direttissima: dopo la convalida i legali hanno chiesto i termini a difesa. Il processo per entrambi è stato fissato al 18 giugno.
Intanto continuano le indagini della squadra mobile, il cui obiettivo è quello di identificare il fornirtore di un così ingente quantitativo di droga. Gli investigatori non escludono l’ipotesi che i due possano essersi riforniti della sostanza fuori Abruzzo. Indagini sono in corso anche per accertare il coinvolgimento di altri complici, in particolare legati allo spaccio della sostanza stupefacente destinata al mercato teramano dei tossicodipendenti.(d.p.)
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