Medori: «Il Pd ha sempre sostenuto il progetto civico»

1 Giugno 2022

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. "Per rimanere in tema di sindromi, vorrei suggerire la “sindrome da post”, una trappola in cui non cadere, a tema “leggimi, sono qui per non essere dimenticato”. Ce la...

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. "Per rimanere in tema di sindromi, vorrei suggerire la “sindrome da post”, una trappola in cui non cadere, a tema “leggimi, sono qui per non essere dimenticato”. Ce la racconta Annunzio Amatucci, ormai in loop con articoli di stampa locale, il quale, pur non avendo palesemente niente di nuovo da dire, continua a scoprire l’acqua calda ogni giorno, nell’affannosa ricerca di visibilità».
Così il vicesindaco di Sant’Egidio Luigino Medori replica alle accuse dell’ex collega di giunta passato all’opposizione. «Chiamato in causa direttamente», sottolinea, «non posso che rispondere ciò che più volte ho avuto occasione di esprimergli sia di persona che in vari contesti istituzionali: il progetto civico “Insieme per Sant'Egidio”, che ci ha portato ad amministrare il paese, fu voluto e sostenuto anche dal Pd, non certo occultamente ma in prima linea da subito, cosa nota a tutti gli elettori e allo stesso Amatucci che ebbe innumerevoli chiacchierate con noti esponenti del partito, ai quali si proponeva al fine di essere inserito in lista. Scopre quindi solo oggi che il Pd sostiene l’amministrazione? Conoscendolo e ricordando i suoi innumerevoli e funambolici cambi di colore, capisco che per lui la coerenza non è un valore e che quindi gli sembri strano che invece il Pd, in maniera coerente continui a farlo, contrariamente a lui che restituendo le deleghe se n’è infischiato del paese per perseguire la sua personale posizione politica e intraprendere la propaganda per una futura poltrona. L’ultimo colpo l’ha inferto non solo alla maggioranza ma soprattutto ai suoi spaesati elettori, quando, dopo appena pochi mesi dalle elezioni, si tesserava con Fratelli d’Italia trascinando anche l’allora assessore al bilancio Alessandra Lucidi. Da lui non accetto lezioni di coerenza».
Domenico Laurenzi