Mega bollette del gas sbagliate e viene pure cacciato dal gestore
Enel energia gli recapita conti anche da 11mila euro La lunga battaglia di un teramano finisce in tribunale
TERAMO. Domani è l’Indipendence day per D.S., teramano che ormai dal 2011 sta sostenendo una battaglia con Enel energia. Tutto inizia dalla fattura che gli arriva a casa il 31 ottobre 2011, da far saltare le coronarie: un conto da 11.155,84 euro. Un conguaglio relativo a sei anni di consumi, in cui però D.S. aveva fatto anche l’autolettura.
Il teramano si rivolge all’associazione consumatori “Robin Hood”. «La lettura non era stata fatta, mentre per legge, con consumi standard, deve essere fatta almeno due volte all’anno», spiega il responsabile di Robin Hood, Pasquale Di Ferdinando, «e comunque la cifra va poi rateizzata per il numero di anni a cui si riferiscono i consumi». Peraltro non erano state conteggiate le bollette pagate. Insomma, alla fine D.S. chiede il ricalcolo e il conto scende a 6.500 euro, che lui paga. «Ma nel frattempo la rete è andata un paio di volte a staccargli il contatore, che per fortuna era in casa: lui ha rifiutato di farli entrare tantopiù che all’ultimo tentativo aveva pagato il dovuto», aggiunge Di Ferdinando. A questo punto la “2irete gas” gli intima, con un articolo 700, di farli entrare per staccare il contatore. D.S. tramite il legale Ilaria De Sanctis si oppone e vince la causa.
L’odissea non finisce qui. Nonostante D.S. abbia pagato, viene messo “in default”: una sorta di limbo in cui l'energia viene fornita dalla rete per 6 mesi e poi il cliente si deve scegliere un altro operatore. «E in questa fase gli arriva fattura per un consumo di 16.243 metri cubi ma il contatore leggeva 13.413: 3mila metri cubi in meno. E hanno pure minacciato di staccargli il gas», continua Di Ferdinando. Viene chiesto il ricalcolo della bolletta, che scende drasticamente da più di 5mila a 600 euro, regolarmente pagati.
Nel frattempo D.S. si sceglie un altro operatore che da domani sarà operativo. Però intanto gli arrivano due fatture di chiusura contratto: una di zero euro, l’altra di 959. Conteggio di nuovo sbagliato, per cui D.S. ha chiesto di nuovo un ricalcolo. Questa è la situazione ad oggi, in aggiunta c’è il fatto che tramite il legale D.S. ha chiesto i danni per i reiterati tentativi di staccargli il gas. «Una situazione paradossale», commenta il responsabile di “Robin Hood”, «abbiamo dovuto chiedere tante volte il ricalcolo con i consumi reali. E poi non si capisce perchè sia stato messo in default se ha pagato». «Uno stress mostruoso», aggiunge D.S., «aggravato da doversi il contrapporre per non far entrare in casa delle persone a tagliare il gas. Sono stato oggetto di una serie di errori incredibile: ogni mia richiesta andava circostanziata e documentata, se fosse capitato ad un anziano non so come avrebbe fatto. Si parla tanto di trasparenza, ma dov'è?». (a.f.)
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