Melarangelo presidente con un voto bipartisan

19 Luglio 2018

Dalla minoranza consensi e un’apertura di credito al candidato designato dal Pd  Lui assicura: massima dedizione e nessuna faziosità nel rispetto dei diritti di tutti

TERAMO. Il malumore per la composizione della giunta non deflagra e l’amministrazione incassa così un primo risultato incoraggiante. È quello per l’elezione del presidente del consiglio. L’incarico, come da accordi, va ad Alberto Melarangelo del Pd la cui investitura passa alla seconda votazione. Serve l’avallo dei due terzi dell’aula e il consigliere lo ottiene grazie all’apertura di credito da parte delle opposizioni. Le schermaglie durano lo spazio del primo tentativo di elezione. Melarangelo incamera 19 voti, Verna 4 dalla minoranza e 7 sono le bianche. Poco prima il sindaco Gianguido D’Alberto ha annunciato l’intenzione di modificare il regolamento consiliare, istituendo la figura del vicepresidente da assegnare all’opposizione, e ha disinnesca il rischio di uno scontro prolungato.
Alla seconda chiama il cerchio si chiude: Melarangelo sale a quota 27, per Verna resta un voto e una è anche la scheda bianca. Un applauso sottolinea l’avvenuta elezione del presidente che assicura «massima dedizione, libero da faziosità nel rispetto delle prerogative di tutti». Melarangelo conferma l’impegno ad avviare la modifica regolamentare anche per poter attribuire deleghe ai consiglieri. «I consensi elettorali ottenuti dalla minoranza sono stati molto significativi, non si può non tenerne conto», chiarisce, «ci dovremo occupare insieme degli ultimi, di chi è rimasto fuori casa per gli effetti del sisma e soprattutto dei giovani». L’opposizione mostra di apprezzare il riconoscimento. «Per la prima volta la designazione del presidente avviene con un’apertura al dialogo», evidenzia l’ex assessore e primo degli eletti Mario Cozzi, «speriamo che questa sia confermata nel resto della consiliatura».
Per Giovanni Cavallari la contrapposizione da campagna elettorale è finita. «È il momento di iniziare a lavorare, consapevoli del nostro ruolo», afferma, «l’apertura nei confronti del presidente lo rende libero da influenze di parte». Negli auguri di buon lavoro rivolti da Mauro Di Dalmazio a Melarangelo «c’è molto di sostanziale» perché secondo lui quello del presidente è un ruolo essenziale e lo è anche l’opposizione. «Abbiamo una grande missione», fa notare, «recuperare fiducia e un clima comunitario che, pur nel confronto tra idee e posizioni diverse, non cancelli l’altro». D’Alberto raccoglie le sollecitazioni della minoranza e nel presentare la giunta ribadisce l’obiettivo di fare del Comune una «casa trasparente» in cui prevalga la «politica alta», quella fatta d’indirizzi sulle scelte e responsabilità nei confronti dei cittadini. Seguono altre votazioni. Per la commissione elettorale vengono designati Dario Di Dario, Flavio Bartolini e Cozzi come membri effettivi, nonché Piergiorgio Passerini, Osvaldo Di Teodoro e Pina Ciammariconi. Nella commissione per l’aggiornamento dell’elenco dei giudici popolari entrano Paolo Di Sabatino e Graziano Ciapanna. In apertura dei lavori è stato ricordato con un minuto di raccoglimento l’ex presidente della Provincia Valter Catarra, morto di recente. (g.d.m.)
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