Meningite, allarme finito Oggi riaprono le scuole

16 Febbraio 2016

Paura a Tortoreto, nel fine settimana 25mila contatti sul sito web del Comune Disinfestate le elementari frequentate dal bimbo malato, che è fuori pericolo

TORTORETO. «Abbiamo avuto paura, temevamo un’epidemia, mentre sui social network giravano notizie allarmanti». Un fine settimana di inferno quello appena trascorso, per i genitori dei bambini di Tortoreto, gettati nel panico dal caso di meningite scoperto venerdì. Tanta è stata la preoccupazione nei primi tre giorni, che gli avvisi ufficiali del Comune sono stati letti ben 25mila volte sul sito web dell’ente: numeri impressionanti per una città di appena 10mila abitanti.

Ora, però, il piccolo di sette anni ricoverato al Salesi di Ancona risponde alle cure ed è in via di guarigione, la profilassi è terminata per tutti e nessun altro caso di meningite sembra essere stato registrato dalla Asl. Così Tortoreto cerca di recuperare pian piano la normalità, tanto che questa mattina gli studenti sono tornati in classe nelle scuole elementari e medie, dopo i due giorni di chiusura. «Ieri le scuole sono rimate chiuse per permettere ai tanti bambini di completare di il ciclo di profilassi antibiotica, che dura 48 ore», ha spiegato il sindaco Alessandra Richi, che ha seguito la situazione insieme al vice Massimo Tarquini, «La chiusura ci ha anche permesso di fare un’igienizzazione profonda della elementare del Lido frequentata dal bimbo colpito dalla malattia, ma anche degli scuolabus: non sarebbe stato necessario, in quanto il batterio meningococcico non sopravvive a lungo all’aperto, ma abbiamo voluto farci uno scrupolo in più per tranquillizzare le famiglie. Di più non si poteva fare».

Nonostante le prescrizioni, che imponevano la profilassi antibiotica solo a chi è stato in contatto quotidiano col bimbo di 7 anni, infatti, in centinaia hanno preso d’assalto farmacie, pediatri e distretto sanitario di via Isonzo, tanto da convincere la Asl a mandare più personale sul posto. Una mamma ha provato a spiegare il perché della reazione: «Ho fatto fare la profilassi a mia figlia, anche se fa la media e non era strettamente necessario. Ad averci messo paura e nel frattempo confusione, è stato il continuo rimbalzare di notizie sui social network che parlavano di tantissimi bambini con febbre alta. Anche mia figlia aveva la febbre. Certo, in questo periodo gira una forte influenza, ma quasi tutti i bambini di Tortoreto martedì scorso, solo pochi giorni prima della notizia del caso di meningite, erano stati insieme a giocare nella stessa festa di carnevale in un locale chiuso. L’apprensione per questo è stata tanta, qualcuno è entrato nel panico e ha girato anche i paesi vicini alla ricerca dei farmaci che a Tortoreto non si trovavano più». Ora la città aspetta solo di riabbracciare il bimbo ricoverato ad Ancona.

Luca Tomassoni

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