Meningite, i genitori del 16enne «Salvato da medici bravi e umani»
GIULIANOVA. Il papà del ragazzo di 16 anni di Giulianova che lo scorso 11 luglio è stato colpito da meningite meningococcica di tipo C, anche a nome della moglie, scrive al Centro all’indomani del...
GIULIANOVA. Il papà del ragazzo di 16 anni di Giulianova che lo scorso 11 luglio è stato colpito da meningite meningococcica di tipo C, anche a nome della moglie, scrive al Centro all’indomani del ritorno a casa del figlio dopo quindici giorni di degenza in ospedale «per rappresentare tutta la nostra riconoscenza al personale medico e paramedico che ha prestato soccorso e cura a nostro figlio, salvandogli la vita, a cominciare dai volontari della Croce rossa, ai medici del pronto soccorso, alla dottoressa Michela Critaro del reparto di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Giulianova che, per prima, ha diagnosticato l’infezione batterica in atto ed attivato per tempo le procedure d’urgenza del caso, per proseguire con coloro in servizio presso i reparti di Anestesia e Rianimazione e Malattie Infettive dell’ospedale Mazzini di Teramo».
Il genitore continua: «Mia moglie ed io difficilmente scorderemo la drammaticità del primo colloquio avuto con il dottor Stefano Minora (responsabile Anestesia e Rianimazione del Mazzini) durante il quale siamo venuti a conoscenza delle reali condizioni in cui nostro figlio versava al momento del ricovero. Ma, al tempo stesso, non scorderemo mai lo sguardo amorevole carico di disagio e di comprensione di un uomo che, ancor prima di essere un medico, è un genitore tanto da avvertire l’obbligo di scusarsi con noi per ciò che ci stava comunicando. Questa capacità di unire al rigore medico l’amorevole cura e preoccupazione del genitore tanto nei confronti del degente quanto dei propri cari l’abbiamo riscontrata in tutti i medici con i quali abbiamo avuto a che fare e che abbiamo avuto l’onore di conoscere in questi giorni e che desidero citare uno ad uno: Santa De Remigis, Federica Venturoni, Nadia Carbuglia, Emilio Rosa, Amedeo Mastromauro, Alessandro Compagna, Riccardo Moretti, Valeria Di Biase, Pierluigi Tarquini. Al pari del personale medico, non possiamo dimenticare tutto il personale infermieristico che con professionalità, amore e discrezione, ha saputo garantire ventiquattro ore al giorno l’assistenza ed il sostegno materiale a nostro figlio, riuscendo a sdrammatizzare con il sorriso e le parole anche i momenti più difficili. L’esperienza che abbiamo vissuto in questi interminabili quindici giorni, coronata dalla completa guarigione di nostro figlio», concludono i due genitori giuliesi (di cui omettiamo il nome per tutelare il diritto alla riservatezza del ragazzo minorenne), «sono la testimonianza che anche in Abruzzo, al pari delle altre regioni italiane, c’è un sistema sanitario d’eccellenza in cui operano uomini e donne dotati di grande competenza, professionalità ed umanità».
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