Meno pacchi: 80 detenuti fanno sciopero della fame
TERAMO. Detenuti in sciopero della fame, per protestare contro la decisione di limitare la ricezione via posta di pacchi con generi alimentari. Si tratta di un’ottantina di detenuti che protestano in...
TERAMO. Detenuti in sciopero della fame, per protestare contro la decisione di limitare la ricezione via posta di pacchi con generi alimentari. Si tratta di un’ottantina di detenuti che protestano in maniera silenziosa. Finora non si registrano malori, i carcerati vengono tenuti sotto controllo sanitario.
«E’ un provvedimento restrittivo», spiega il direttore del carcere, Stefano Liberatore, «necessario per ristabilire l’ordine: l’invio senza regole di pacchi crea problemi per la sicurezza e per l'igiene. Tramite il pacco possono entrare cose non consentite o non esplorabili. L’obiettivo è dunque evitare situazioni che possono compromettere ordine e sicurezza». Il direttore ieri, parlando ai detenuti, ha annunciato che si cercheranno di contemperare le esigenze dell’istituto con quelle della popolazione carceraria. Gli aggiustamenti saranno adottati a breve, dopo una riunione col comandante e i responsabili del reparto detentivo. Le nuove regole colpiscono soprattutto chi ha parenti lontani, nel profondo Sud, che non fanno loro visita frequentemente e quindi non portano di persona i generi di conforto. Sulla protesta intervengono Maurizio Acerbo (Rifondazione) e Vincenzo Di Nanna (Amnistia, giustizia, libertà): «La decisione del direttore del carcere di Castrogno di vietare o limitare in maniera inaccettabile la consegna dei cibi inviati ai detenuti della sezione di alta sicurezza da parte dei familiari, ha suscitato una comprensibile azione di contestazione non violenta. Se le esigenze a base della contestata decisione sono di natura meramente igienica e organizzativa, andrebbe allora verificata la possibilità di risolvere ogni questione in tempi brevi». L’invito, ai rappresentanti istituzionali, dalla Regione al parlamento, è a occuparsi della vicenda e a recarsi quindi nel carcere di Castrogno per incontrare i detenuti, personale e direttore.

