«Meno residenti, giunta colpevole»

“Cittadini in Comune”: «I dati in calo segnano il fallimento dell’amministrazione»
TERAMO . «L’emergenza demografica di Teramo che ha perduto secondo l’Istat 2.788 residenti, una riduzione del 5,12% della popolazione dal 2019 al 2022, il quadriennio del mandato del sindaco Gianguido D’Alberto, è l’inequivocabile fallimento su dati oggettivi dell’amministrazione in carica. Teramo da sola ha perso quasi gli stessi residenti dei tre capoluoghi di provincia abruzzesi messi insieme». Ad affermarlo è il gruppo di minoranza “Cittadini in Comune” dei consiglieri Osvaldo Di Teodoro, Giovanni Luzii e Ivan Verzilli che replica all’assessore ai servizi demografici Ilaria De Sanctis secondo cui i dati diffusi sullo spopolamento del capoluogo sono «confusamente strumentali e privi di qualsiasi tipo di analisi» e «il saldo tra il numero dei nuovi residenti e chi si trasferisce a vivere in un altro comune, dal 2015 a oggi è sempre positivo. A incidere sono fenomeni diversi che riguardano tutta l’Italia e sui quali non possono certo incidere le politiche locali». Per il gruppo di opposizione l’assessore «ha avuto la sfrontatezza di rifiutare la realtà, dicendo in questi anni che la rinascita della città è in atto e che il nostro territorio, pur tra mille difficoltà del terremoto e della pandemia, è rimasto attivo e attrattivo grazie alle politiche dell’amministrazione per sostenere le famiglie». De Sanctis, «stigmatizza la crudezza dei numeri definendoli non corretti: quindi avremmo copiato male i dati dell’Istat e li abbiamo utilizzati per far fare una brutta figura al sindaco e alla sua maggioranza». Il gruppo fa un’analisi tra i quattro capoluoghi abruzzesi. «Solo L’Aquila ha un trend demografico sostanzialmente in crescita nell’ultimo quadriennio; Chieti ha perso 1.990 residenti e Pescara 1.259», affermano, «le difficoltà del terremoto, invocate come scusante della maggioranza sono minori di quelle che ha sopportato L’Aquila che ha però un bilancio demografico in pareggio al contrario di Teramo. Sotto pandemia, poi, Teramo è il comune che sprofonda di più. Un disastro enorme, certificato, tragico». Secondo il gruppo «Teramo è il Comune peggio amministrato dove i residenti vogliono scappare, nonostante le magnifiche politiche che la maggioranza D’Alberto ha messo in campo. C’è un limite oggettivo nella polemica politica che non è consentito travalicare ed è quello della realtà dei fatti».
Adele Di Feliciantonio

