«Meno social e più vita vissuta»

12 Ottobre 2018

Corropoli, don Aniello Manganiello alla presentazione del libro sulla memoria

CORROPOLI. La memoria storica al centro del lavoro realizzato dagli alunni della classe III E di Corropoli e confluito nel libro “Memoria. Nessun ricordo senza conoscenza”, presentato ieri nella sala del cineteatro di Corropoli. All’incontro sono intervenuti la dirigente scolastica Manuela Divisi, la curatrice del libro Alessandra Angelucci, i ragazzi delle classi terze delle scuole medie di Corropoli, Controguerra, Colonnella, e i protagonisti delle tre interviste riportate nel libro: don Aniello Manganiello, da anni impegnato nella lotta alla criminalità organizzata, e le giornaliste Evelina Frisa e Azzurra Marcozzi.
L’evento è nato in collaborazione con la XXIII edizione del premio nazionale Paolo Borsellino. Il libro analizza tre aspetti della conoscenza: quella più intimistica di se stessi, con una prima parte dedicata alla presentazione di ogni alunno; la conoscenza della macrostoria, con il racconto della shoah fatto attraverso immagini e poesie; l’analisi della microstoria, con i drammatici eventi accaduti in Abruzzo negli ultimi anni: il terremoto dell’Aquila del 2009, la neve e il sisma del 2017, la tragedia di Rigopiano. Frisa e Marcozzi hanno sottolineato l’importanza dell’ascolto e dell’incontro nella propria professione, così come della scrittura quale mezzo per riportare testimonianze, dar voce alle vittime, tenere accesi i riflettori sulle tragedie per prevenirle nel futuro. «Se non conosciamo la storia, se non coltiviamo la memoria, non possiamo affrontare il presente e costruire il futuro» ha affermato un’alunna che ha poi citato le parole di Liliana Segre, sopravvissuta ad Aushwitz e senatrice a vita: «La memoria è l’unico vaccino contro l’indifferenza».
Tre le azioni suggerite da don Aniello agli studenti per affrontare con spirito positivo e costruttivo la vita: ascoltare, vedere, amare. Impegnato in questi giorni in tutta Italia nella presentazione del suo ultimo libro, “Gesù è più forte della camorra”, il parroco ha parlato di alcune delle attività intraprese con i ragazzi di Scampia e ha esortato a costruire con il prossimo relazioni vere ed autentiche, anziché virtuali. «Spesso l’uso dei social mortifica la bellezza dell’incontro e delle esperienze concrete. Attraverso il contatto diretto si entra nel mondo dell’altro e si conoscono molteplici realtà. La memoria per vivere ha bisogno di conoscenza ed incontro. Lasciate dunque una traccia del vostro passaggio» ha concluso don Aniello.
Cinzia Rosati
©RIPRODUZIONE RISERVATA.