Mercato coperto, previste due settimane di chiusura

22 Novembre 2020

Il Comune avvia piccoli interventi necessari a superare le prescrizioni di Nas e Asl Verrà effettuata la sanificazione anche degli ambienti chiusi e inutilizzati da anni

TERAMO. Il mercato coperto potrà riaprire tra una quindicina di giorni, il tempo necessario per realizzare quei piccoli interventi necessari a superare le prescrizioni di Nas e Asl. Interventi che, dopo la riunione di ufficio tecnico, ufficio commercio e vigili urbani di venerdì, sono stati concordati ieri mattina nel corso di un sopralluogo congiunto tra Comune e Asl volto a verificare i lavori da eseguire nell'immediatezza. «Al termine del sopralluogo è stato stabilito di procedere alla sanificazione profonda e immediata, aprendo anche quegli spazi che sono chiusi ormai da anni, e ad altri piccoli interventi come la sistemazione di flasp di plastica sulle porte ingresso e uscita, la sostituzione di un vetro rotto e la sostituzione di un paio di porte del bagno. Lavori che contiamo di terminare in una quindicina di giorni, per poi riaprire il mercato».
Successivamente dovranno essere programmati interventi più onerosi come l'impermeabilizzazione del tetto. «Al sopralluogo erano presenti anche i commercianti», ha aggiunto Filipponi, «con i quali ci rivedremo tra lunedì e martedì, una volta chiariti i tempi dell'intervento, per capire insieme a loro se preferiscono aspettare o se è necessario trovargli una sistemazione esterna per riprendere subito a lavorare». Intanto il Comune sta chiudendo il progetto per la riqualificazione del mercato coperto, per presentarlo a finanziamento nell'ambito del bando nazionale “City branding” che scadrà il 25 novembre. Il bando, che si rivolge ai Comuni capoluogo di provincia e che prevede la selezione di 20 interventi, finanzia la progettazione definitiva ed esecutiva di investimenti pubblici realizzabili in tempi rapidi, con un meccanismo premiale per progetti cantierabili con un impatto economico e sociale positivo. Il progetto del Comune prevede la riqualificazione dell'intera struttura, che dovrebbe ospitare al piano superiore anche attività di ristorazione, nell'ottica della valorizzazione eno-gastronomica del territorio.
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