Mercato coperto, via al cantiere: la struttura rinasce in due anni

9 Aprile 2023

La ditta che ha vinto l’appalto fa indagini per completare la progettazione, fase esecutiva da giugno Il sindaco: «Sarà un centro culturale oltre che commerciale e valorizzerà la nostra enogastronomia»

TERAMO. Nei giorni delle polemiche pre-elettorali sul mancato avvio dei cantieri pubblici della ricostruzione post-sisma il cantiere di una grande opera pubblica, sia pure non direttamente legata alle ferite del terremoto, è stato impiantato nel cuore della città: intorno al mercato coperto di piazza Verdi è sorta una recinzione metallica ed è comparso il cartello che illustra la riqualificazione e rigenerazione della struttura, afflitta da decenni da un degrado irreversibile.
L’ITER. Il sindaco Gianguido D’Alberto spiega: «I lavori del mercato coperto sono stati già appaltati prima del 31 dicembre nel pieno rispetto dei tempi previsti dal canale di finanziamento, che è un Pnrr fondo complementare sisma. Per l’opera ci sono cinque milioni e 380mila euro. L’appalto integrato è affidato alla ditta Circi, che ha installato il cantiere nei giorni scorsi. Possiamo dire che il mercato coperto ha iniziato la sua nuova vita, anche se questo cantiere è propedeutico al completamento della fase esecutiva della progettazione, affidata alla stessa ditta Circi: il cantiere, cioé, serve a completare le attività di indagine diagnostica. Ci sarà una conferenza dei servizi e poi confidiamo che si possa partire, entro i primi giorni di giugno, con l’esecuzione dei lavori. Il cronoprogramma prevede la conclusione dell’opera entro 700 giorni, quindi poco meno di due anni. Ma l’obiettivo è anticipare i tempi».
L’OBIETTIVO. D’Alberto evidenzia che quello di piazza Verdi «è l’intervento singolo più significativo intercettato nell’ambito del fondo complementare al Pnrr, ed è stato possibile inserirlo anche perché avevamo già una progettazione preliminare pronta. La nostra volontà sul mercato coperto è stata sempre chiara, ed è quella di mettere fine ai problemi degli ultimi vent’anni, periodo che ha visto interventi finalizzati solo a mettere delle piccole pezze lasciando totalmente irrisolte le problematiche che creavano forti disagi agli operatori e interruzioni dell’attività a seguito dei controlli». L’obiettivo, continua il sindaco uscente e ricandidato, «è fare del mercato coperto un centro di riferimento provinciale che si muova sulla falsariga dei mercati riqualificati esistenti in alcune città d’Italia, tipo il San Lorenzo di Firenze. Vogliamo coniugare il lato commerciale con la valorizzazione della cultura enogastronomica teramana e con iniziative di carattere culturale in senso ampio. Il progetto prevede a pianterreno la vendita di prodotti a chilometri zero, sopra ci saranno un ristorante e spazi culturali da vivere per i nostri ragazzi. La gestione? I contratti dei commercianti attuali verranno rispettati e avranno continuità, intanto nelle more dei lavori porteremo avanti un progetto per individuare le modalità di gestione degli spazi comuni. Di sicuro il mercato, una volta rinnovato, dovrà produrre redditività per il Comune».
IL CONTESTO. D’Alberto immagina il “nuovo” mercato coperto come parte di una generale opera di rilancio del centro storico legata alla cultura, e in conclusione dice: «Lo immagino molto legato a Teramo città universitaria, collegato anche fisicamente con quella che sarà la Cittadella della cultura nell’ex manicomio. Del resto, dopo quella di via Sant’Antonio, nella zona è prevista la riqualificazione di via Saliceti e via Muzii. E poi accanto al mercato c’è la sede storica del Braga, che sarà interessata dalla ricostruzione post-sisma, e a due passi il teatro romano, per il cui recupero funzionale sta per partire il secondo lotto di lavori».
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