Mercato ittico, Giorgini chiede tempo ai marittimi

11 Settembre 2020

L’assessore appena nominato esclude chiusura o privatizzazione ma evidenzia: «Ci sono perdite gravi, devo studiare la situazione prima d’incontrare i pescatori»

GIULIANOVA . Mercato ittico: l’assessore Paolo Giorgini chiede un altro po’ di tempo alla marineria.
Da poco coinvolto nella squadra dell’esecutivo con delega anche al mercato ittico comunale, sulla richiesta avanzata da Toni Di Remigio “Scarazza” a nome della Libera Associazione Pescatori Abruzzesi, è stato molto chiaro: «L’incontro ci sarà anche perché è giusto e doveroso ascoltare la voce dei rappresentanti della categoria. Però, visto che sono passate solo alcune ore dal mio insediamento in assessorato, chiedo solo qualche giorno di pazienza per documentarmi ed essere pronto e preparato per affrontare la problematica. Ho acquisito già alcuni documenti che sto analizzando e sicuramente entro la prossima settimana sarò nelle condizioni di confrontarmi con i rappresentanti degli armatori e dei marittimi. Prima non è possibile effettuare un dibattito serio e costruttivo visto che intendo muovermi in tal senso. Sono sicuro che Toni Di Remigio comprenderà i motivi della posticipazione di qualche giorno come sono anche certo che dall’incontro che avremo verrà fuori sicuramente qualcosa di positivo per la categoria, per il Comune e per la Giulianova Patrimonio che gestisce la struttura mercatale».
Sulla eventuale chiusura del mercato ittico o sulla sua esternalizzazione per la privatizzazione della gestione, lo stesso Giorgini smentisce sia l’una che l’altra ipotesi e afferma: «Tutto questo nessuno lo ho mai detto. Si è parlato piuttosto delle perdite annuali generate dalla struttura che, dati alla mano, toccano punte di 100 o 120mila euro l’anno. E questo sinceramente non è possibile visto che alla fine tutto ricade sulle spalle e nelle tasche della collettività. Dunque compito dell’amministrazione comunale, in nome del buon governo, è quello innanzitutto di individuare le fonti dei risultati negativi di gestione e cercare, quanto meno, di puntare al pareggio. Ovviamente non vogliamo criminalizzare o incolpare nessuno, ma nello stesso tempo abbiamo il dovere di conoscere analiticamente le entrate e le uscite con l’obiettivo di un risanamento concreto che veda alla fine un auspicabile miglioramento complessivo. E’ chiaro che l’apporto dei diretti interessati, tra cui in prima fila l’organizzazione dei marittimi e gli operatori del mercato, sarà non solo auspicabile, ma anche indispensabile. Sono sicuro che dall’incontro con la marineria qualcosa di buono per tutti uscirà fuori». Intanto fervono i preparativi sui pescherecci che riprenderanno il largo il 15 settembre dopo un mese di fermo tecnico della pesca.
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