Mercato ittico, il Comune trova una soluzione dopo le proteste

I vongolari minacciavano di spostare la vendita a Tortoreto per via degli annunciati aumenti Il sindaco ha proposto di compensare le spese con un’operazione di marketing pubblicitario
GIULIANOVA. Con molta probabilità il mercato all’ingrosso delle vongole rimarrà al suo posto e non ci sarà il paventato trasferimento all’interno di un capannone di Tortoreto.
Un’eventualità, quella del trasferimento, che gli operatori avevano iniziato a valutare in seguito agli aumenti annunciati dalla Giulianova Patrimonio per il servizio di trasporto del prodotto dalla banchina all’interno del mercato ittico e per il comodato d’uso di alcuni locali, oltre che per l’utilizzo dell’asta e che sarebbe stata scongiurata grazie all’intervento dell’amministrazione. La soluzione, in particolare, sarebbe stata trovata dal sindaco Jwan Costantini di concerto con l’assessore competente Federico Taralli e consisterebbe in un’operazione di marketing pubblicitario. Il Comune promuoverebbe Giulianova con un’immagine della città veicolata attraverso i sacchetti di vongole, fornendo ai pescatori un contributo. Un’operazione che potrebbe compensare i maggiori esborsi richiesti.
«La vendita all’ingrosso delle vongole all’interno della struttura del mercato ittico di Giulianova», scrivono in una nota Giovanni Di Mattia e Vespasiano Corsi, rispettivamente presidente del Cogevo Abruzzo e della Vo.Co.Ter, «rimane un punto di riferimento importante e strategico sia per il Cogevo Abruzzo che per la Vo.Co.Ter. Il nostro auspicio è quello di poter continuare a operare all’interno dell’impianto pubblico superando le posizioni assunte dal Comune di Giulianova in merito all’aumento dei prezzi di locazione e servizi vari. Nonostante ciò l’amministrazione municipale, nelle persone del sindaco Jwan Costantini e dell’assessore di riferimento Federico Taralli, è stata sempre vicina alla categoria per cercare di superare qualsiasi problema. Siamo convinti che risolveranno anche questo. Al riguardo», aggiungono Di Mattia e Corsi, «possiamo affermare che si sta lavorando per cercare un punto di incontro al fine di contemperare gli interessi che vedono da una parte noi marittimi e dall’altra la municipalizzata Giulianova Patrimonio che gestisce il mercato ittico».
Se da una parte la categoria non è d’accordo sugli aumenti richiesti, dall’altra la Giulianova Patrimonio deve guardare al proprio bilancio. Le uscite sono tante e le entrate non sono quelle del passato, quando lo scalo giuliese registrava un numero maggiore di pescherecci. Parliamo degli anni ’80. Tant’è che poco tempo fa era stata avanzata l’ipotesi di una gestione privata della struttura (si parlò dell’ingresso di Quartiglia). Ipotesi che poi non si è mai concretizzata.
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