Mercato ittico, è scontro Gli armatori: impossibile la pesca scaglionata

19 Gennaio 2023

L’idea anti-crisi dei sindacati è bocciata dai proprietari delle barche I commercianti contestano i dati sulle vendite in calo: flessione leggera 

GIULIANOVA . Armatori e commercianti ittici fanno quadrato e rispondono ai sindacati illustrando quali sono i reali problemi che attanagliano il mondo della pesca a Giulianova. I rappresentanti regionali dI Federpesca Vincenzo Staffilano e Uila Pesca Flaviano Di Giosafat hanno tratteggiato un quadro preoccupante con l’improvviso calo delle vendite del prodotto locale a causa del carovita che riduce il potere di acquisto delle famiglie. C’è, inoltre, al problema dei rincari del gasolio e per sopperire i sindacalisti suggeriscono alla marineria giuliese di adottare la stessa strategia dei colleghi marchigiani, ovvero organizzare uscite in mare a scaglioni per risparmiare sui costi del carburante.
Giovanni Massi, armatore e portavoce dei pescatori giuliesi, oltre che titolare di una pescheria in via Alleva non ci sta. «A Giulianova sono dieci le barche adibite allo strascico», afferma, «nemmeno la metà di quelle ormeggiate nel vicino porto di San Benedetto: data l'esigua quantità dei nostri pescherecci, non ci possiamo permettere di uscire scaglionati, anche perché le aziende, per mantenersi in piedi, hanno bisogno di continuità». Massi definisce quella dei sindacalisti «una proposta insostenibile: non si può lavorare otto giorni al mese, abbiamo già tante giornate di fermo da riconsegnare e le scadenze da rispettare. Le tasse e le spese sono sempre le stesse, non possono darci lezioni su questo». Riguardo i crolli dei prezzi, Massi ha riferito che mentre a Giulianova, nel periodo delle festività natalizie, i pescatori non sono andati a mare, a San Benedetto i colleghi hanno lavorato sempre, con il risultato di avere quantità maggiori di pescato a disposizione e di conseguenza di poter abbassare i prezzi. «Con la nuova gestione consortile del mercato ittico lavoriamo in sinergia con i commercianti e facciamo sempre gli interessi di tutte le categorie», continua l’armatore, «in questi ultimi giorni invece, anziché ribassi, abbiamo registrato un incremento dei prezzi, dovuti soprattutto al maltempo: sono uscite meno barche con il mare mosso e quindi il pescato è stato di minore portata». A fare il punto della situazione per i commercianti giuliesi è Igor Cartone, proprietario della storica pescheria in via Gorizia. «Non ho riscontrato un consistente calo di vendite», afferma, «non mi lamento, se non per le tasse da pagare che sono alte. La leggera flessione dei consumi del pescato è dovuta al periodo contingente: durante le festività le pietanze di pesce vanno per la maggiore, in periodi morti come questo, o quando c’è maltempo, diminuisce un po’ la richiesta. I prezzi, per quanto riguarda Giulianova, si mantengono sempre in equilibrio». Nel mercato del pesce giuliese, i preferiti e quindi più acquistati dalle famiglie sono sempre scampi, mazzancolle, cicale di mare, ma anche i merluzzi, che stando a quanto riferisce Cartone «sono piuttosto utilizzati in cucina: si tratta di una specie che si pesca molto nelle nostre acque, è presente in maggiori quantità perché è un pesce predatore e si riproduce frequentemente, ora più di prima». Infine, sia Massi che Cartone, convengono su quello che secondo loro rappresenta ancora il vero problema della marineria: il prezzo, troppo alto, del gasolio.
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