Mercatone, clienti fermati dai lavoratori

26 Marzo 2015

Pineto, i dipendenti in sciopero chiedono di non entrare. Picchetto fino a domenica, lunedì consiglio straordinario

PINETO. È il momento della disperazione e delle lacrime di chi sta per lasciare definitivamente il proprio posto di lavoro. I dipendenti del Mercatone Uno di Scerne di Pineto hanno iniziato uno sciopero ad oltranza che non si sa quando terminerà, mentre gran parte della merce è stata già venduta. Ieri mattina, sotto una pioggia battente, i circa 70 lavoratori hanno di fatto impedito ai clienti di entrare a fare acquisti invitandoli a tornare in un altro momento. Trincerati dietro uno striscione con scritto “Derubati dalla nostra dignità”, hanno gridato la loro esasperazione.

Matteo Santo è da 23 anni in servizio al Mercatone e dice: «Chiediamo chiarezza, la merce sta finendo e la proprietà si è chiusa a riccio, non ci dicono cosa succederà nei prossimi giorni». Maria Di Francesco aggiunge: «È come una tortura non sapere del nostro destino, io ho una famiglia e si va avanti con un solo stipendio». Rosalba Vallonchini, assunta da 22 anni: «Sono stufa, è vergognoso non sapere se chiuderemo o meno, noi vogliamo lavorare e basta». Il sindacalista della UilTucs Abruzzo Bruno Di Federico chiarisce le intenzioni dei lavoratori: «Lo sciopero durerà fino a domenica e si svolgerà attraverso un picchettaggio a rotazione. I clienti che vogliono entrare li invitiamo ad tornare a casa spiegando loro la situazione e sperando che siano solidali con la paura che i dipendenti stanno vivendo in queste ore. L’adesione allo sciopero è stata pressochè totale». Di Federico minaccia: «Se le cose non cambieranno nei prossimi giorni, siamo pronti a bloccare pacificamente la statale Adriatica». Al momento la merce già ordinata dai clienti rischia di non essere consegnata visto che il magazzino è chiuso. Mentre alcuni clienti si fermano con l’auto per chiedere cosa stia succedendo, la dipendente Cristina Di Cristoforo dice: «È una storia di cui non si conosce la fine, siamo qui per far sentire la nostra voce». Patrizia Coletti sa che dovrà passare l’intera giornata a protestare ed ha portato un dolce a tutti i colleghi, per lei sono come una famiglia. Lucia Gasbarro è triste: «Abbiamo dato l’anima per questa azienda, adesso nessuno ci calcola più. Cosa faremo dopo la svendita? Neanche il direttore sa nulla». Si apprende che in soli tre giorni sia stata ceduta merce per un valore di circa 300mila euro. La cassiera Maria Baldassarre racconta come i dipendenti hanno fronteggiato questi giorni di fuoco. «Abbiamo lavorato in condizioni disumane, senza rotazione, in orario continuato e con solo tre macchinette Pos per far pagare. Le file dei clienti erano interminabili. Per noi lo straordinario non ci sarà».

Intanto anche la politica si muove. Per lunedì prossimo il sindaco di Pineto Robert Verrocchio ha indetto un consiglio straordinario ove sono stati invitati sindacati, dipendenti e i sindaci delle città di Silvi, Atri, Roseto e San Giovanni Teatino. Ieri il primo cittadino di Roseto Enio Pavone e il consigliere regionale Luciano Monticelli hanno manifestato solidarietà ai lavoratori. Il prossimo primo aprile sul caso Mercatone ci sarà un incontro al ministero delle Attività produttive a cui parteciperà una delegazione di Pineto.

Domenico Forcella

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