Mercatone Uno, si riaccende la protesta

Scerne, manifestazione dei lavoratori durante l’inventario della merce. Disagi per la cassa integrazione troppo bassa
PINETO. Sit-in dei 45 lavoratori del Mercatone Uno di Scerne, ieri mattina, in concomitanza dello svolgimento dell'inventario predisposto dalla curatela fallimentare.
Hanno manifestato per segnalare la preoccupazione per il proprio futuro e anche le difficoltà del presente. «Un sit-in dei lavoratori del Mercatone Uno per ricordare all'opinione pubblica, a chi rappresenta l'azienda e alle istituzioni che ci sono decine di lavoratrici e lavoratori in attesa di conoscere il proprio futuro», sottolineano Mauro Pettinaro (Filcams Cgil), Fabio Benintendi (Cisl), Bruno Di Federico (Uiltucs), «il 16 settembre ci sarà un nuovo incontro al Mise per fare il punto della situazione e ricordiamo che il 31 ottobre sarà l'ultimo giorno utile per la presentazione di eventuali offerte. Le organizzazioni sindacali fanno presente che è stato presentato un interpello all'Inps per la condizione reddituale dei lavoratori che stanno percependo indennità ai limiti della sopravvivenza. Le lavoratrici e i lavoratori con le organizzazioni sindacali continueranno a essere vigili, pronti a intraprendere ulteriori iniziative qualora non dovessero arrivare risposte concrete».
Uno dei problemi è l’esiguità della cassa integrazione percepita dai lavoratori, che si aggira sui 3-400 euro al mese. «Ad agosto 2018 con la Shernon Holding, la precedente gestione, fu stretto un accordo che fra l’altro trasformò quasi tutti i contratto da full time a part time», spiega Pettinaro, «la cassa integrazione è stata calcolata sui nuovi contratti, mentre noi chiediamo che si faccia riferimento ai vecchi, che garantirebbero somme meno esigue. Comunque chiediamo attenzione sul Mercatone: entro il 31 ottobre devono arrivare al Mise le offerte di acquisto del gruppo. Abbiamo due mesi per capire se ci sono compratori. E il 31 dicembre è prevista la fine della cassa integrazione: da ottobre a dicembre si dovrebbe chiudere l’operazione di vendita, qualora ci siano offerte». Benintendi chiarisce che ci sono «due tappe fondamentali. Il 16 settembre al Mise si terrà un incontro fra sindacati e commissari per fare il punto della situazione. E si continua a discutere per gli importi della cassa integrazione. Ci saremmo aspettati posizione più netta da parte del ministero. C’è poi la basilare scadenza del 31 ottobre: ci appelliamo anche alle istituzioni locali per farci trovare eventualmente pronti rispetto a uno scenario che preveda il cosiddetto “spezzatino” (cioè che il gruppo venga venduto a pezzi e non nella sua interezza, ndr), quindi individuare possibili acquirenti a livello locale».
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