Messa al santuario per gli alpini caduti

La cerimonia ha sostituito l’annuale raduno, saltato per il Covid. C’era il reduce Di Franco
ISOLA DEL GRAN SASSO. Chi conosce l’annuale raduno che gli alpini abruzzesi (e non solo) svolgono tra Isola e San Gabriele per ricordare il sacrificio del battaglione L’Aquila in Russia, e con esso i caduti di tutte le guerre, sa che quello di ieri – una semplice messa nel santuario – è stato un evento assolutamente imparagonabile alla sfilata dei diecimila che conclude la “normale” manifestazione. Ma essere riusciti a organizzarlo comunque in quest’anno così particolare, tenendo viva una tradizione che dura ormai da 28 anni, è stato importantissimo. Il sorriso a fine cerimonia del capogruppo degli alpini di Isola, Giulio Ciarelli, era emblematico. Era come se dicesse: la fiamma non è stata spenta.
Viste le restrizioni imposte dal Covid, peraltro, si può dire che la chiesa nuova del santuario era piena: circa 300 persone dentro, e di più non potevano entrare; alcune decine fuori a seguire la messa sul maxi schermo. Tra i presenti c’erano i sindaci di Isola e Castelli e i delegati dei sindaci di Tossicia e Colledara, nonché i vertici dell’Ana (associazione nazionale alpini) Abruzzi. Ma, soprattutto, c’era Valentino Di Franco, uno degli ultimi reduci di Russia, che in quella campagna perse le gambe per congelamento ma non ha mai perso il sorriso e la voglia di vivere di un ragazzo. Valentino, a 97 anni, continua ad essere presente ai raduni di Isola. E ne è, giustamente, il protagonista più acclamato.(d.v.)
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