Metalmeccanici in corteo a Roma

25 Giugno 2020

Oggi delegazioni da Atr, Selta, Veco alla manifestazione in piazza del Popolo

TORTORETO. Oggi una delegazione di lavoratori dell’Atr di Colonnella, della Selta di Tortoreto e della Veco di Martinsicuro, parteciperà alla manifestazione nazionale di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil prevista a Roma in piazza del Popolo, Ripartire dalle 100 vertenze da risolvere per l'industria e il lavoro!"
Sarà l’occasione per tornare a parlare delle tre più importanti vertenze metalmeccaniche teramane e dei rischi occupazionali ed economici che corrono anche le maestranze delle altre aziende della provincia se non si affronterà, in maniera decisa, il problema del lavoro industriale.
«I 150 dipendenti dell’Atr di Colonnella, oltre a continuare invano ad attendere che Antonio Di Murro paghi i 5 stipendi arretrati», si legge in una nota di Fim e Fiom, «stanno vedendo morire la loro azienda, ferma da febbraio: quella che era un’eccellenza tecnologica e produttiva, rischia di diventare una cattedrale nel deserto. Una vertenza che dimostra anche lo scarso interesse della politica sui temi del lavoro: nonostante le promesse del presidente della Regione Marco Marsilio, ad oggi non si è riusciti ad avere nessuno spiraglio, né dal Mise si è avuto alcun riscontro alle richieste di interessamento. Gli 80 lavoratori della Selta attendono che i commissari vendano l’azienda e finisca l’amministrazione straordinaria. Un’operazione che presenta tante incognite e che fa temere per il futuro del sito teramano». Alla Veco, fallita a gennaio, solo a metà giugno sono arrivati i primi soldi della cassa integrazione ferma a dicembre. «A questo si sommano le tinte fosche che disegnano il futuro: il sito industriale ha le carte in regola anche dal punto di vista ambientale per essere attivo e produrre fino al 2025 ma ad oggi mancano iniziative imprenditoriali per una ripartenza e forti sono le pressioni che si percepiscono affinché quell’area cambi vocazione e diventi oggetto di una speculazione edilizia», si legge nella nota. I sindacati parlano poi di problemi di molte altre aziende dopo l’emergenza Covid: «Continuano ad essere moltissime le ore di cassa integrazione che, quando arriva, non è comunque sufficiente per vivere. Ma a preoccupare ancor di più è il futuro dell’intero settore industriale. La crisi dell’automotive rischia di produrre pesantissimi effetti anche sui circa quattromila occupati nell’indotto dell’auto».