Metalmeccanici, sfide vinte per buoni pasto e benefit

Cgil e Cisl: «La crisi c’è, ma dove ci siamo organizzati i risultati sono arrivati» Alla Pcm premi di produzione da 700 euro, alla U-Form 50 stabilizzazioni
TERAMO. Il settore metalmeccanico in provincia di Teramo conta circa ottomila occupati, tremila dei quali nell'automotive. Negli ultimi anni questo solido pezzo di industria locale ha dovuto tener testa, e continua a farlo, a crisi di varia natura che a volte sono sfociate in chiusure, ridimensionamenti, licenziamenti.
Dall'Atr alla Veco fino alla Betafence, per citare i casi più “rumorosi” mediaticamente, sono state tante le battaglie perse e centinaia i lavoratori mandati a casa nonostante le proteste e le mediazioni dei sindacati. Ma in un momento storico ed economico complesso per l'industria teramana, tanti sono anche i segnali positivi e le conquiste all'interno di fabbriche piccole e grandi ottenute grazie all'impegno degli operai e delle organizzazioni sindacali. Stabilizzazioni, incremento di buoni pasto, premi natalizi e di produzione. «Le vertenze sono tante e complicate. Il settore da anni, spesso nell'inerzia di politica e istituzioni, vive crisi difficili e lo stato di salute non è buono però vero è che senza il sindacato le cose andrebbero peggio», spiega Natascia Innamorati, segretaria della Fiom Cgil. «La provincia di Teramo sta vivendo un impoverimento, anche per via di multinazionali che delocalizzano, ma dove i lavoratori si sono organizzati abbiamo contrastato degli andamenti negativi facendo acquisire condizioni di miglior favore. Abbiamo fatto accordi importanti per le assunzioni e per far riconoscere e incrementare benefit anche ai lavoratori somministrati», prosegue la sindacalista, «la nostra è l'unica categoria che è riuscita a portare a casa in due anni col contratto collettivo nazionale 200 euro di aumento in busta paga. L'auspicio è che si superi una fase che oggi attanaglia molti lavoratori, soprattutto precari: la lontananza dal sindacato» conclude Innamorati.
Nel merito delle conquiste entra Marco Boccanera, segretario della Fim Cisl: «Uno degli accordi più significativi, anche perché centra in pieno le finalità principali del sindacato, è quello fatto alla U-Form di Castellalto con la stabilizzazione di 50 unità, l'aumento di 250 euro per chi fa turni particolari e l'aumento del buono pasto da 3 euro a poco più di 5 euro. Anche alla Glm, azienda da 350 dipendenti che ha vissuto anni di forte difficoltà fino al 2022 e che solo ora sta rivedendo un po' di luce, siamo riusciti ad ottenere un euro in più sul buono pasto e un buono di 150 euro per Natale. Altro esempio di virtuosa contrattazione è la Pcm, fiore all'occhiello della nostra provincia: erogherà 300 euro di buoni per Natale ai lavoratori e ha previsto dal prossimo anno premi di produzione a partire da 700 euro. Accanto a ciò si inseriscono le assunzioni di alcuni interinali», spiega Boccanera sottolineando come le contrattazioni mirino a garantire tutti i lavoratori, stabili e precari senza distinzione. «I risultati ottenuti in queste ed altre aziende», aggiunge, « dimostrano come impresa e sindacato possono dialogare e costruire insieme buone condizioni di lavoro nelle fabbriche: non siamo parti contrapposte a priori. Questi premi e i buoni welfare possono sembrare piccole cose, ma sono tanto per i lavoratori in un momento economico come questo e rappresentano un lodevole impegno delle aziende».
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