Metanodotto, cresce il fronte del no
Tortoreto, alcuni proprietari di terreni non hanno dato l’ok alla servitù di passaggio
TORTORETO. A Tortoreto cresce il fronte contrario al nuovo metanodotto adriatico, che sarà realizzato dalla Snam nel 2021. Alcuni proprietari dei terreni interessati dall’opera di realizzazione della condotta Chieti-Ravenna, che passerà per Salino e le colline tortoretane, infatti, non avrebbero dato il proprio assenso alla servitù di passaggio e alla proposta di un indennizzo di 27 euro per ogni metro lineare.
Questo, almeno, è quanto emerso dagli incontri che i responsabili inviati dalla Snam hanno tenuto privatamente nei giorni scorsi con i cittadini di Tortoreto e delle località limitrofe. A partecipare a una delle riunioni sono stati anche i rappresentanti del gruppo politico extraconsiliare tortoretano Impegno civico, che per primo nelle scorse settimane aveva criticato l’opera avviando la discussione pubblica. E proprio il movimento guidato da Franco Rampa è tornato ieri sulla questione con un’ulteriore nota nella quale ha segnalato quelle che ritiene le principali criticità dell’intervento. «Innanzitutto il metanodotto è impattante e nuoce gravemente all’ambiente», ha sottolineato il gruppo «in quanto la fascia di cantiere sarà molto ampia e prevede che siano espiantati ulivi centenari e intaccato l’habitat agricolo, ma anche perforata un’area geologicamente inadatta perché soggetta a frane e allagamenti in alcuni specifici punti. Innumerevoli, inoltre, i danni economici per i cittadini che hanno investito nei terreni e che, a fronte di indennizzi da miseria, dovranno anche chiedere l’autorizzazione alla Snam per accedere ai propri fondi». Impegno civico ha poi attaccato anche l’amministrazione Piccioni e l’intero consiglio comunale. «Per svolgere l’attività di acquisizione a Tortoreto è venuto uno studio di Piacenza, in rappresentanza della Comis, a sua volta incaricata dalla Snam Rete Gas», ha continuato il gruppo nella nota, «questo mentre i cittadini di Tortoreto sono stati tenuti all’oscuro di tutto dal municipio, nonostante il Comune fosse stato avvertito per tempo del progetto del metanodotto. È evidente che la questione si sarebbe dovuta discutere quantomeno in consiglio comunale, ma anche i consiglieri di minoranza ad oggi niente hanno fatto per conoscere lo stato delle cose. L’amministrazione - ha concluso Impegno Civico - «non si può nascondere e deve convocare la cittadinanza e spiegare cosa accadrà, le tempistiche, le informazioni necessarie per la tutela dei cittadini e del territorio e se c’è ancora la possibilità di presentare osservazioni per modificare il tracciato». (l.t.)
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