Metanodotto, l’Enel pagherà il Comune

Soldi o lavori pubblici in cambio del passaggio del tracciato: via del consiglio dopo un duro scontro
TERAMO. L'Enel gas deve pagare, in soldi o con opere d'interesse pubblico. E' questo il "prezzo" fissato dal consiglio comunale per il via libera al metanodotto che attraverserà una porzione di territorio a ridosso di San Nicolò. In aula, ieri mattina, è approdata la delibera che autorizza il passaggio della condotta e i relativi espropri delle aree interessate. Di per sé l'atto, illustrato dall'assessore all'urbanistica Mario Cozzi, sarebbe passato all'esame del consiglio come una semplice ratifica. A complicare le cose è stata la questione, già emersa nel corso della commissione che ha preceduto il consiglio, dei canoni accessori dovuti dall'Enel gas al Comune.
La società, in pratica, per far passare il metanodotto deve versare all'ente un corrispettivo che, secondo l'opposizione, era del tutto ignoto all'amministrazione. Nella delibera è stato inserito il rimando a una successiva valutazione da parte della giunta dell'indennizzo da richiedere all'Enel gas ma questo non ha soddisfatto i consiglieri di minoranza. Anzi, ne è nato un acceso contronto sul fatto che l'amministrazione fosse al corrente o meno dell'opportunità di ricevere un ristoro economico per il via libera al transito della condotta. Il rimpallo di responsabilità e accuse, caratterizzato da qualche attimo di tensione, è sfociato nella presentazione di tre emendamenti firmati dall'opposizione e illustrati da Manola Di Pasquale (Pd), che indicano tre soluzioni alternative per concretizzare il canone dovuto. La proposta è stata recepita dalla maggioranza e l’avallo all'operazione è stato annunciato dal sindaco Maurizio Brucchi, per cui l'Enel gas dovrà versare soldi o realizzare opere d'interesse pubblico, come il collegamento alla rete di venti abitazioni vicine al tracciato del metanodotto ancora sfornite di allaccio, oppure ancora fornire gas gratuitamente ad asili e scuole comunali.
Il confronto si è arroventato anche sulla cessione di alcune porzioni di terreno, per lo più frustoli e vecchi tratti stradali, alla curatela fallimentare della Spea. In cambio l'amministrazione riceverà un'area attigua agli spazi in questione che si trova alla Gammarana. Per la minoranza, però, l'affare è in perdita per il Comune, considerato il valore delle due aree e il fatto che la curatela fallimentare, grazie all'acquisizione dei frustoli, riaccorperà due zone attualmente separate in un unico lotto che lieviterà di prezzo. Cozzi ha comunque assicurato che lo scambio è equo e che l'utilizzo dello spazio ricompattato dovrà sottostare alle disposizioni del piano regolatore, per cui il provvedimento è stato approvato ma con i soli voti favorevoli della maggioranza. L'opposizione, tramite Maurizio Verna (Pd), ha annunciato l'invio della delibera alla Corte dei conti.
All'unanimità, nonostante qualche contrapposizione durante il dibattito, è stato approvato invece il regolamento per il benessere animale. Malumori anche da parte della maggioranza hanno accompagnato il riconoscimento di un debito fuori bilancio per circa 13mila euro dovuti a una cittadina che si è ritrovata infiltrazioni d'acqua in casa provocate da una lesione lungo il marciapiede a ridosso dell'abitazione. Il consiglio ha dato il via libera, inoltre, a due ordini del giorno da tempo giacenti firmati da Fabio Berardini (Movimento 5 stelle) che modificano i criteri di utilizzo delle bici pubbliche, favorendo i turisti, e prevedono la pubblicazione sul sito internet dell'ente delle riprese televisive delle sedute consiliari. Queste ultime da marzo non saranno più fornite da Teleponte, in scadenza di contratto, ma verranno prodotte in proprio dall'amministrazione.
In apertura dei lavori Raimondo Micheli, eletto nel Pdl, ha ufficializzato l'adesione a Fratelli d'Italia-An cogliendo l'occasione per dichiararsi non annoverabile tra i consiglieri di maggioranza “scontenti”.
Gennaro Della Monica
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