«Mi impegno a far riaprire il duomo»

29 Gennaio 2018

Leuzzi visita la cattedrale lesionata dal sisma del 2016. Il sindaco: «Chiese chiuse come le fabbriche, qui serve speranza»

ATRI. «Mi impegnerò affinchè il duomo di Atri riapra le sue porte ai fedeli». Queste le parole pronunciate ieri dal nuovo vescovo di Teramo-Atri monsignor Lorenzo Leuzzi durante la cerimonia di insediamento nella città ducale dove ha subito voluto vedere la cattedrale chiusa al pubblico dopo il terremoto dell’ottobre 2016. Accompagnato dal sindaco Gabriele Astolfi e dal parroco don Giuseppe Bonomo il prelato ha osservato con molto interesse l’altare, le arcate e gli affreschi del de Litio.
Leuzzi, dopo aver ascoltato le richieste dell’amministrazione comunale che da tempo sollecita la riapertura del duomo danneggiato dal sisma, è uscito in piazza per salutare i tanti bambini appartenenti a scuole, associazioni di volontariato e gruppi scout che lo attendevano con in mano palloncini pronti per essere lanciati in aria. In un cartellone pieno di colori c’era la scritta: «Con gioia accogliamo il vescovo Lorenzo». Leuzzi nella sua passeggiata si è accostato ai disabili baciandoli ed abbracciandoli. Davanti al Duomo, alla presenza delle tante autorità locali, ha preso la parola il primo cittadino Astolfi che, spalleggiato dall’assessore alla cultura Domenico Felicione, ha illustrato la necessità di ridare speranza alla gente di Atri riaprendo anche la chiesa di Santa Rita e di San Francesco. «Le nostre chiese», ha detto Astolfi, «così come anche le nostre fabbriche e attività stanno chiudendo e hanno bisogno di speranza e forza, la burocrazia sta ritardando ma grazie al nuovo vescovo siamo sicuri che i problemi si risolveranno».
Leuzzi ha così risposto: «Sono rimasto colpito dalla bellezza di Atri. Iniziamo questo cammino insieme, farò tutto quello che posso e lo farò insieme alla comunità, ho incontrato molti disponibili a ripartire, dobbiamo dare speranze alle future generazioni fatta dei bambini di oggi». Dopo il bagno di folla in piazza, il vescovo è stato abbracciato dalle suore clarisse del monastero di Santa Chiara e insieme al tutto il capitolo religioso si è diretto verso la chiesa di Sant’ Agostino per la concelebrazione con i sacerdoti delle parrocchie limitrofe. In una lettera aperta congiunta i sacerdoti gli hanno scritto: «La cattedrale nel cuore di Atri è chiusa così come negozi e commercio, circola un’aria di indifferenza, ora è necessario riprendere quota e le chiediamo di spingerci a ritrovare l’entusiasmo della fede per incantare le nuove generazioni». Al termine della messa, alle ore 19, c’è stato l’incontro con la cittadinanza che si è svolto nel palazzo Ducale e nella sala consiliare: tanti gli abbracci e le foto ricordo. La visita del vescovo è stata seguita per tutto il percorso a tappe dagli agenti del commissariato di Atri, carabinieri e forze dell'ordine locali.
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