Migliora il disabile massacrato

Ma non sarà dimesso prima di 15 giorni. I carabinieri indagano sui familiari
TERAMO. Migliorano le condizioni di Antonio (l’abbiamo chiamato così, con un nome di fantasia), il disabile psichico residente in un paese vicino a Teramo che una decina di giorni fa è stato trovato da addetti della Asl quasi esanime nel letto di casa, con quattro fratture non curate. Ricoverato d’urgenza e operato dagli ortopedici del Mazzini – che gli hanno anche messo una protesi a una spalla – Antonio si sta riprendendo, ma non potrà essere dimesso prima di 15 giorni.
Intanto i carabinieri del suo paese, sulla base di quanto denunciato dalla Asl, hanno avviato un’indagine. Innanzitutto sul perché di quelle lesioni. L’uomo, essendo un disabile psichico, potrebbe essere caduto o aver compiuto atti di autolesionismo. Lui però parla di violenza: avrebbe riferito ai medici di essere stato picchiato con una sbarra di ferro da un parente acquisito, un uomo che da qualche tempo vive in casa sua. Accuse tutte da verificare, anche con l’ausilio dei medici che l’hanno preso in cura e che saranno certamente in grado di valutare la compatibilità delle fratture con l’una o l’altra ipotesi. In ogni caso, la gravità delle lesioni che gli sono state riscontrate (fratture a entrambe le spalle e ad una costola, una vecchia frattura a una gamba mai curata) non giustifica il fatto che i familiari non l’abbiano portato in ospedale o quantomeno fatto vedere da un medico. Se in casa di Antonio non fossero entrati, peraltro insistendo, gli operatori della Asl che dovevano fare un vaccino al disabile, l’uomo sarebbe rimasto nel proprio letto a subire una sorta di lunga agonia. E di questo certamente i familiari dovranno rendere conto alla giustizia.
A rendere più complessa e difficile la situazione c’è anche la presenza nella stessa casa della madre di Antonio, ultraottantenne, che è costretta da tempo a letto e quindi non autosufficiente. Il Comune del paese in questione anche per questo tiene d’occhio con attenzione quella famiglia, inviando quotidianamente proprio personale.
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