Migranti, i dubbi di Martinsicuro «Ne abbiamo troppi»

13 Novembre 2014

Nel consiglio sull’immigrazione in prefettura il sindaco riporta «le apprensioni e perplessità» dei concittadini

MARTINSICURO. Martedì, nella prefettura di Teramo, si è tenuto il Consiglio territoriale sull’immigrazione. Davanti al vicario del prefetto, Silvana D’Agostino, erano presenti tre sindaci oltre a funzionari della questura, medici della Asl, rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni di volontariato. Il tema più dibattuto è stato quello delle problematiche relative alla prima accoglienza dei migranti (attualmente nel Teramano ne sono ospitati 229 più 116 richiedenti asilo).

Una nota della prefettura recita: «Nel corso della riunione è emerso che l'esperienza dell'accoglienza, avviata in questa provincia sin dal mese di marzo scorso, può considerarsi ampiamente positiva. Non sono stati rilevati nel periodo problemi rilevanti di ordine pubblico e sanitario né particolari situazioni conflittuali con le popolazioni dei Comuni ove insistono i centri di accoglienza; permangono solo perplessità ed interrogativi in una parte di dette comunità - come riportato dai sindaci di Alba Adriatica e di Martinsicuro - circa il futuro dei migranti ospiti, una volta terminato il periodo di accoglienza».

In realtà, almeno il sindaco di Martinsicuro Paolo Camaioni ha espresso un certo malumore. «Dopo aver premesso che Martinsicuro rappresenta sicuramente un esempio positivo in fatto di integrazione per la presenza storica di un numero di stranieri pari al 15% della popolazione», dice Camaioni, «ho ribadito le apprensioni e le perplessità di molti cittadini per il fatto che si continui a scegliere unicamente il nostro Comune insieme a pochi altri (Alba Adriatica, Castellalto e Torricella Sicura) per dare seguito a queste procedure di accoglienza, evidenziando comunque l’importante lavoro effettuato per rassicurare i nostri cittadini sul fatto che queste persone, nella maggior parte dei casi, non recano problemi in fatto di sicurezza o sanità pubblica. Ho ribadito, inoltre, la necessità di contenere al minimo indispensabile questi arrivi nella nostra città e di far girare le informazioni con congruo anticipo in maniera tale da gestire per tempo tutte le problematiche logistiche che ne dovessero conseguire. Gli enti sovraordinati, iniziando dal governo centrale, devono adoperarsi con tutti i mezzi affinchè le politiche di accoglienza non vadano a pregiudicare in alcun modo il sostegno al disagio dei nostri connazionali, sempre più acuito dall’attuale momento di precarietà della nostra economia».

Attualmente a Martinsicuro hanno trovato rifugio una sessantina di immigrati arrivati sulle coste siciliane. Sono ospitati in tre strutture: alcuni appartamenti in via Silone a Martinsicuro, un hotel e un residence a Villa Rosa.

Di fronte alle perplessità dei sindaci, il prefetto vicario ha evidenziato la necessità per enti e associazioni di «promuovere percorsi d’integrazione» che la prefettura s’impegna a sostenere.

Sandro Di Stanislao

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