Minacce e offese online al presidente Mattarella

Aperto il processo a un 72enne di Tortoreto accusato di scritte sui social Sul suo computer trovato anche del materiale fotografico pedopornografico
TERAMO. L’accusa pesante, e tutta da provare nel corso del dibattimento, è quella di aver offeso sui social l’onore e il prestigio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di minacce «scrivendo sul proprio profilo Facebook», si legge nel decreto che dispone il giudizio, «”il presidente farebbe bene a preoccuparsi” sotto la foto di un cecchino con arma puntata verso l’obiettivo e frase “Shooter un miglio” (titolo di un film ndr)».
A processo è finito G.B., 72enne di Tortoreto. Il processo si è aperto ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Claudia Di Valerio (a latere Erika Capanna Piscè ed Emanuele Ursini). A rappresentare la Pubblica Accusa il pm Roberta D’Avolio della Distrettuale dell’Aquila (competente per il tipo di reato contestato). In aula sono stati ascoltati i primi testi dell’accusa tra cui un carabiniere che all’epoca dei fatti portò avanti le indagini e il consulente tecnico della Procura.
L’uomo è accusato anche di detenzione di materiale pedopornografico trovato sul pc sequestrato nella sua abitazione. «Tramite accesso su rete internet», si legge a questo proposito sempre nel decreto che dispone il giudizio, «consapevolmente si procurava e quindi deteneva all’interno dell’hard disk del proprio computer un ingente quantitativo di materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni 18 ( diverse centinaia di immagini)». I fatti riguardanti Mattarella, secondo la ricostruzione dell’accusa, sono avvenuti nel settembre del 2019, in occasione di una visita che il Capo dello Stato svolse all’Aquila per l’apertura dell’anno scolastico nel decennale del sisma. «Offendeva l’onore e il prestigio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella scrivendo una serie di insulti di vario tipo sulla piattaforma Facebook». Il post sul social venne intercettato durante i controlli fatti dalle forze dell’ordine proprio in occasione della visita del Capo dello Stato nel capoluogo abruzzese. La nuova udienza è stata aggiornata ad ottobre con l’audizione dei nuovi testi della Procura. Nel processo non ci sono parti civili. L’imputato è difeso dagli avvocati Fabio Cassisa e Massimo Tiberio che contestano la ricostruzione fatta dall’accusa.(d.p.)
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