Minacciò un giudice Evade dai domiciliari

18 Novembre 2016

MARTINSICURO. E’ accusato di aver istigato un connazionale a sfregiare con l’acido il giudice che aveva chiesto il suo arresto nell’ambito di una maxi inchiesta per droga. Da ieri è caccia a Afif Ben...

MARTINSICURO. E’ accusato di aver istigato un connazionale a sfregiare con l’acido il giudice che aveva chiesto il suo arresto nell’ambito di una maxi inchiesta per droga. Da ieri è caccia a Afif Ben Fattoum, tunisino di 39 anni che la notte scorsa è evaso dagli arresti domiciliari a Martinsicuro dopo aver rotto il braccialetto elettronico.

Il tunisino è sotto processo davanti al tribunale dell'Aquila insieme al connazionale Mohamed Ben Ali, di 24 anni, con l'accusa di tentate lesioni gravissime ai danni del giudice del tribunale di Ascoli Piceno Giuliana Filippello. L'uomo aveva ottenuto gli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico in un'abitazione di Martinsicuro dove da qualche mese era agli arresti domiciliari. E’ sparito la notte scorsa, forse con la complicità di qualcuno, e fino a questo momento le ricerche non hanno dato nessun esito. I carabinieri lo stanno cercando non solo nel Teramano, ma anche nell’Ascolano dove potrebbe avere delle coperture da parte di connazionali.

Gli investigatori escludono, almeno per il momento, che l’uomo possa aver lasciato il territorio italiano. E proprio per evitare che questo avvenga già nella giornata di ieri sono scattati i controlli in tutti gli aeroporti italiani, ma anche alle stazioni ferroviarie e a quelle degli autobus.

Il giudice Filippello, nel frattempo, è stata avvisata dell'accaduto e ieri è arrivata in tribunale sotto scorta. Per sei mesi, all'epoca dei fatti, era stata costretta a muoversi solo con un'auto blindata e controllata a vista da agenti di polizia. Secondo le indagini dei carabinieri di Ascoli, Ben Fattoum avrebbe istigato Ben Ali a sfregiare il giudice nel corso di un interrogatorio di garanzia, per ritorsione, in quanto il magistrato aveva ordinato il loro arresto nell'ambito di un'inchiesta su un vasto giro di droga che dalla Campania giungeva nelle province di Ascoli e Teramo. A Ben Fattoum erano stati concessi gli arresti domiciliari in relazione ad altre accuse riguardanti fatti di droga.

A marzo il gip del tribunale dell’Aquila ha disposto che i due tunisini siano processati con rito immediato con l’accusa di tentate lesioni personali gravissime in concorso per le minacce di morte subite lo scorso anno dal giudice Filippello, per questo finita sotto scorta per diversi mesi, e costretta a muoversi su un’auto blindata. Il processo, iniziato a giugno, è ancora in corso.

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