Minaccia l’ex: se mi togli mia figlia, ti ammazzo

Un militare dell’esercito imputato per maltrattamenti e stalking. Altri due uomini rinviati a giudizio
TERAMO. È un’altra storia di maltrattamenti in famiglia e stalking quella che approda in un’aula di tribunale con un militare dell’esercito imputato e destinatario di un divieto di avvicinamento alla ex convivente. L’uomo è accusato di maltrattamenti davanti ai figli minori. In un caso avrebbe minacciata la donna dicendole: «Se mi togli mia figlia, ci metto 17 minuti ad ammazzarti».
I fatti, secondo l’accusa della Procura, si sono verificati nel 2022 e in più occasioni l’uomo avrebbe importunato la ex nel bar di cui la donna era proprietaria con frasi oltraggiosi e con minacce anche davanti ai colleghi di lavoro.
Sempre secondo l’accusa l’uomo avrebbe pubblicato sui social frasi diffamatorie nei suoi confronti, l’avrebbe inseguita, le avrebbe rubato il telefono e in una occasione avrebbe sfondato la porta dell’abitazione dopo la fine della relazione.
In aula, davanti al collegio presieduto dal giudice Francesco Ferretti (a latere Mariangela Mastro e Enrico Pompei), sono state sentite come testi della Pubblica accusa un poliziotto, la mamma della donna e una dipendente del bar.
La donna si è costituita parte civile assistita dall’avvocato Monia Terzilli. L’imputato è difeso dall’avvocato Guglielmo Marconi. Si torna in aula a marzo.
E sempre restando in tema di maltrattamenti ci sono altri due casi di uomini rinviati a giudizio con l’accusa di aver picchiato le compagne. Anche in questo caso maltrattamenti aggravati perché fatti alla presenza di minori. Si tratta di un cinquantenne teramano accusato di aver picchiato la moglie con il bastone di una scopa dopo un litigio e successivamente di averla spintonata e fatta cadere per le scale.
In un altro caso a giudizio è stato rinviato un trentenne accusato di aver maltrattato la compagna di 28 davanti alla figlioletta di un anno. In questo caso l’uomo le avrebbe tirato addosso delle pentole.(d.p.)
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