Minaccia la moglie con il coltello, a giudizio

19 Settembre 2024

L’uomo accusato di averla maltrattata anche davanti ai figli: «Non vali niente, ti posso uccidere»

TERAMO. Ha minacciato di morte la moglie brandendo un coltello: è uno dei tanti episodi per cui un 47enne teramano è stato rinviato a giudizio con la pesante accusa di maltrattamenti in alcuni casi aggravati dalla presenza di minori visto che in determinate occasioni sarebbero avvenuti davanti ai figli piccoli. I fatti, secondo l’accusa della Procura, si sarebbero verificati in un periodo compreso tra il 2022 e il 2023. «Ponendo in essere abitualmente nei confronti della donna», si legge negli atti della Procura, «vessazioni di ordine fisico, morale e psicologico consistite, in particolare, nel rivolgerle quotidianamente insulti e minacce proferendo al contempo espressioni di intimidazione e di dileggio del seguente tenore: “ sei una nullità, vatti a prostituire...ti posso uccidere....”». Inoltre, in alcune occasioni, avrebbe spintonata la donna contro un muro per poi minacciarla con un coltello. Per l’uomo, già raggiunto da un divieto di avvicinamento alla donna, è scattato anche un provvedimento al Tribunale per i minorenni con la sospensione della responsabilità genitoriale. Per la Procura avrebbe costretto moglie e due figli, all’epoca dei fatti minori, «a vivere in un clima di terrore e sopraffazione». Le indagini sono scattate dopo la denuncia della donna e hanno seguito i tempi imposti dal Codice Rosso, la legge approvata nel 2019 e rafforzata nel 2023 tutela le vittime di violenza, maltrattamenti e atti persecutori. (d.p.)
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