Minaccia una teste Il giudice la condanna alla pena di otto mesi

TERAMO. Era finita a processo con la pesante accusa di intralcio alla giustizia perché, secondo la Procura, avrebbe minacciato un teste per non farlo testimoniare. Accusa per cui una donna teramana...
TERAMO. Era finita a processo con la pesante accusa di intralcio alla giustizia perché, secondo la Procura, avrebbe minacciato un teste per non farlo testimoniare. Accusa per cui una donna teramana di 50 anni ieri mattina è stata condannata ad otto mesi (pena sospesa) dal giudice onorario Carla Fazzini. La sentenza di primo grado è arrivata al termine di una istruttoria con l’audizione di svariati testi.
La donna era finita indagata in un procedimento per maltrattamenti nei confronti della madre e successivamente era stata assolta in seguito alla remissione di querela della mamma. Testimone chiave nel processo per maltrattamenti era una donna (parte offesa nel processo davanti al giudice Fazzini) che qualche mese prima dell’udienza fissata per la sua audizione era stata minacciata telefonicamente dall’imputata affinché non testimoniasse con la frase: «Se racconti qualcosa stavolta te la faccio pagare». Ha scritto il giudice nelle motivazioni: «Ritiene questo tribunale che l’imputata, con un simile comportamento, ha certamente posto un ostacolo al prosieguo delle indagini, rendendosi colpevole del reato ascrittole, reato per sua natura di pericolo. La norma tutela il buon funzionamento della giustizia garantendo la genuinità delle acquisizioni probatorie, dal legislatore considerato un interesse talmente rilevante che deroga alla normale disciplina dell’istigazione».(d.p.)
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