Minosse: «Cacciati perché disconoscono o attaccano il Pd»

VAL VIBRATA. Il Partito Democratico teramano rivendica il diritto di non tesserare i dissidenti interni. Il segretario provinciale Gabriele Minosse, infatti, procede dritto per la linea scelta su...
VAL VIBRATA. Il Partito Democratico teramano rivendica il diritto di non tesserare i dissidenti interni. Il segretario provinciale Gabriele Minosse, infatti, procede dritto per la linea scelta su Nicolino Colonnelli, Mario Tulini e Daniele Zunica e cerca di evitare altri ritorni polemici, confermando le motivazioni con cui i garanti hanno negato loro l'iscrizione al partito.
Spiega il segretario sul consigliere comunale di Alba Adriatica: «Colonnelli continua a non riconoscere gli organi del partito, da quello provinciale a quello locale, quindi non riconosce l'esito dei congressi: non vuole rispettare le regole. Su questa scia, ha addirittura fondato un'associazione alternativa al partito, in quanto aperta, come lui stesso ha dichiarato, a tutti, dagli esponenti di centrosinistra a quelli del centrodestra. E poi diciamola tutta: sapeva benissimo che pur chiedendo on line la tessera al partito, avrebbe dovuto riceverlo comunque dalla segreteria albense che lui non riconosce. Dovesse davvero fare ricorso, useremo le sue stesse dichiarazioni rilasciate alla stampa per difendere la scelta di non tesserarlo. Siamo tranquilli e sicuri». Una resa dei conti definitiva, questa, che se da una parte offre il saldo controllo del Pd albense al segretario Gabriele Viviani, dall'altra rischia di divedere il centrosinistra una volta per tutte, allontanando bruscamente l'anima centrista rappresentata da Colonnelli e dall'ex sindaco Franchino Giovannelli, anche lui lasciato senza tessera in passato, ed il loro peso politico.
Anche a Civitella del Tronto, comunque, il Pd appare diviso e ai ferri corti. Parlando del caso di Zunica, i toni del segretario Minosse si accendono improvvisamente: «Deve smetterla di attaccare e offendere il circolo locale, screditando chi lavora sul territorio, mentre osanna l'amministrazione comunale». All'ex sindaco Mario Tulini, invece, il segretario provinciale riserva un accenno di ironia: «Si è candidato nella lista avversa a quella del Pd e amministra con il centrodestra: per essere tesserato dovrebbe dimettersi, oppure sperare che il Pd entri in giunta».
Luca Tomassoni
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