Minosse: niente epurazioni, Pd compatto

11 Maggio 2014

La candidata sindaco Cordone punta su sociale e lavoro: questa giunta lontana dai problemi della gente

TERAMO. «Il Pd c'è». Gabriele Minosse, segretario provinciale del partito, chiama a raccolta i candidati sindaco e gli aspiranti consiglieri regionali per lanciare un messaggio di compattezza. «E' un segnale di unità"» afferma il dirigente che ha riunito i protagonisti principali della campagna elettorale ormai agli sgoccioli nella sede di corso Cerulli. «Questa è la nostra risposta», evidenzia il segretario, «prima d'intervenire e di fare illazioni sui giornali, le discussioni anche forti vanno fatte qui». Il riferimento è alle accuse di epurazioni volute dalla segreteria nei confronti dei rappresentanti del Pd di Campli che sono schierati contro il candidato sindaco Gabriele Giovannini sostenuto dal Pd. «Non abbiamo cacciato nessuno», fa notare Minosse, «non c'è alcun provvedimento da parte nostra. Il segretario ricorda, però, le norme interne al partito. «Lo statuto nazionale stabilisce che chi si candida contro una lista ufficiale del partito è fuori», scandisce, «questo non avviene per mia iniziativa». Lo stesso discorso vale per la recente espulsione del consigliere regionale Giuseppe Di Luca: «La decisione è stata presa dalla commissione di garanzia, noi non ci abbiamo messo nulla». Il segretario, dunque, manda un messaggio di forza. «In un momento delicato come questo», osserva, «la campagna elettorale va fatta sui contenuti». I risultati, secondo lui, saranno positivi. «Vinceremo più o meno in tutti i Comuni», conclude, «e per la Regione arriveremo al 30%».

“Sociale e lavoro” invece sono i temi chiave su cui Graziella Cordone, candidata a sindaco ha costruito la sua proposta programmatica sostenuta dalla lista Città di Virtù, guidata da Valdo Di Bonaventura, e Sinistra Partecipattiva con a capo Giovani Ungaro e che schiera in lista candidature provenienti da larga parte del volontariato e dell’associazionismo, ma anche dalla sinistra di Sel. «C'è gente che amministra la città che non sa cosa significhi lavorare, avere un mutuo, svegliarsi con la preoccupazione di far quadrare i conti alla fine del mese», ha detto la Cordone durante la presentazione del suo programma, «cosi si allarga la distanza con i cittadini. Questa giunta non sa ascoltare il bisogno delle persone». La Cordone ha citato ad esempio l’incontro con il comitato della discarica La Torre e i candidati sindaco: «Brucchi non si è degnato di venire e il suo assessore Di Stefano non è stato in grado di assumersi una responsabilità».

Intanto per rispondere ai servizi basilari per i cittadini la Cordone propone di istituzionalizzare strumenti come la "banca del tempo", un sistema che supera il concetto di volontariato come donazione unilaterale e introduce quello del tempo da donare e scambiare tra i "soci" del circuito. Cordone pensa anche a un portale dedicato al sociale, una sorta di sportello virtuale di domanda e offerta di professionalità come badanti, infermieri, logopedisti, fisioterapisti, ma anche a tavoli permanenti di ascolto su integrazione, terza età e pari opportunità. Per il lavoro la candidata si concentra invece sull'istituzione di un regolamento comunale per gli "sgravi fiscali", sulla creazione di un marchio per la città di Teramo con cui contraddistinguere i prodotti della filiera produttiva e strategie di investimenti pubblici nella green economy. Stoccate ha rivolto infine da Di Bonaventura ai colleghi della minoranza. «Il centrosinistra non ha saputo convergere su un unico candidato, e desta stupore vedere tanti colleghi rimasti a scaldare i banchi senza fare opposizione, ripresentarsi alle amministrative o alle regionali». (g.d.m.; m.d.t.)

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