«Mio fratello si sentiva in pericolo»

In aula parla la sorella di Giovanni Di Martino, ucciso dal figlio
SILVI. Non può essere parte civile per questioni procedurali (la Corte d’assise ha stabilito profili di illegittimità nella costituzione) ma, ha sempre detto, «sono parte offesa e come tale parteciperò a ogni udienza». Maria Di Martino è la sorella di Giovanni, il 75enne di Silvi che, secondo la Procura, sarebbe stato ucciso dal figlio Giuseppe al termine di una violenta lite scoppiata nella loro abitazione di Silvi. Giuseppe, architetto di 46 anni, è a processo con l’accusa di omicidio volontario aggravato. «Mio fratello», ha ribadito ieri la donna in aula ripetendo quanto già detto, «si sentiva in pericolo. Ci eravamo visti il 2 giugno, quindi pochi giorni prima della tragedia, e lui mi disse “se mi succede qualcosa sai tu quello che devi fare”». La tragedia avvenne nella notte tra il 13 e il 14 giugno del 2019 nella cucina dell’abitazione dove la vittima viveva con la moglie e il figlio, rientrato dal Brasile. Secondo la versione fornita dal 46enne e dalla madre l’anziano sarebbe morto per una caduta accidentale dopo una violenta lite scaturita dalla decisione della donna di voler andare via di casa. Si torna in aula il 15 marzo.(d.p.)
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