Moglie mette nei guai il marito «Obbligata a provare la droga»

L’uomo accusato di maltrattamenti e di averla costretta ad assaggiare la cocaina detenuta per spaccio La donna ascoltata nel corso di un incidente probatorio. In passato ha tentato di togliersi la vita
TERAMO. È una dolente cronaca quella che prende forma negli atti giudiziari che diventano pesanti atti d’accusa nei confronti di un marito indagato per maltrattamenti e violenza sessuale alla moglie. Non solo botte. Perché la donna lo accusa di averla più volte costretta ad assaggiare la droga, in particolare cocaina, che l’uomo – sostiene lei – spacciava. E che lo stesso non avrebbe preso perché sottoposto a più controlli per il suo lavoro di autista mezzi pubblici. Un inferno da cui la donna è uscita dopo la denuncia e per cui ha tentato di togliersi la vita.
L’inchiesta del pm Greta Aloisi è stata appena chiusa con la firma del 415 bis. La donna, la cui testimonianza è stata anche cristallizzata in un incidente probatorio, attualmente è in una comunità terapeutica. L’uomo è accusato anche di agevolazione dell’uso di sostanze stupefacenti (articolo 31 del Dpr 309). Così a questo proposito si legge nell’avviso di conclusione: «Con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso in distinte occasioni illecitamente deteneva ai fini di cessione a terzi sostanza stupefacente del tipo cocaina, hascisc e marijuana ed inoltre induceva la moglie ad assumerla affinché ne testasse la qualità». I fatti secondo si sarebbero svolti tra il 2019 e il 2021. L’accusa di maltrattamenti nei confronti della donna è aggravata dal fatto di averli commessi davanti ai figli minori con minacce di toglierle i bambini. Così, a questo proposito, circostanzia il pm nell’avviso di conclusione: «Per aver maltrattato la moglie sottoponendola sistematicamente a ingiurie, minacce (“Ti levo i figli”), percosse e altro genere di condotte vessatorie. In particolare in più occasioni le tirava i capelli e la colpiva con pugni e schiaffi (percuotendola con entrambe le mani) e spunti sul viso anche svegliandola di notte. La induceva ripetutamente ad assumere dosi di sostanza stupefacente di volta in volta da lui detenuta ai fini di spaccio affinché ne saggiasse la qualità». La donna è assistita dall’avvocato Monica Passamonti.
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