Mohamed trovato morto Teramo gli rende omaggio

Il corpo del 14enne avvistato da velisti vicino all’imboccatura del porto di Giulianova La città si stringe intorno alla madre, cerimonia in piazza con centinaia di persone
TERAMO. La cronaca di una giornata che nessuno avrebbe voluto raccontare inizia vicino al porto di Giulianova e finisce nella piazza centrale di Teramo. Poco più di otto ore – che sembrano infinite – a scandire il ritrovamento del corpo di Mohamed Elomary, il 14enne marocchino disperso in mare da lunedì dopo che il materassino su cui si trovava è finito in balia delle onde, e l’abbraccio di una città che per 48 ore ha temuto e sperato e che si ritrova in una piazza stracolma per stringersi a mamma Rachida. Nel nome di un ragazzino che mordeva la vita.
IL RITROVAMENTO. Le 9.30 di mercoledì sono passate da poco e gli elicotteri sono nuovamente in azione dopo la seconda notte di ricerche in mare quando Matteo Gervasini, giovane istruttore di vela della Lega Navale di Giulianova, esce in mare con alcuni allievi. È lui il primo a vedere quel corpo a pelo d’acqua appena fuori dall’imboccatura del porto, a circa cento metri dalle luci di segnalazioni per le imbarcazioni. In pochi attimi sul posto arriva la motovedetta della capitaneria e il gommone con i sommozzatori Opsa della Croce Rossa del comitato di Giulianova. Guy Edward Thomas, anni di esperienza sulle spalle come sommozzatore e vice presidente della Cri di Roseto, si butta in acqua e recupera il corpo che viene sistemato sull’imbarcazione della guardia costiera. Poi il rientro in porto, il trasporto nella sede della capitaneria prima e successivamente all’obitorio dell’ospedale di Teramo. Prima di partire per il Mazzini l’ultimo abbraccio di mamma Rachida che in questi giorni non si è mai mossa dagli uffici della guardia costiera. Sperando che tutto potesse essere. Fino all’ultimo.
DUE GIORNI DI RICERCHE. Per due giorni e due notti le ricerche non si sono mai interrotte. Mohamed e il suo amico e coetaneo Said erano arrivati a Giulianova lunedì mattina dopo aver preso un autobus a Teramo. Poi l’arrivo in spiaggia, l’ombrellone occupato nello stabilimento Malibù la decisione di entrare in acqua su un materassino gonfiabile. Nonostante il mare mosso. I ragazzini si allontanano con il materassino che in poco tempo finisce in balia delle onde e si ribalta. L’amico, che sa nuotare, riesce a raggiungere la riva e dare l’allarme. Mohamed no. Le ricerche scattano nel primo pomeriggio di lunedì e sul posto si concentrano i mezzi della capitaneria di porto e quelli dei vigili del fuoco con i sommozzatori che più volte ispezionano la zona degli scogli.
LE LACRIME DI SAID. Alle 18 piazza Martiri della Libertà si ferma nel ricordo di Mohamed, “Momo” per tutti, mascotte di un circolo dei tifosi del Teramo calcio, studente della scuola media Zippilli e volto conosciuto da tutti. Figli e genitori si ritrovano vicino a mamma Rachida. Con lei c’è anche Said, l’amico che si è salvato e che in mano stringe la foto di Mohamed. «Ho chiesto subito aiuto», dice, «non mi hanno creduto». Ci sono il vescovo Lorenzo Leuzzi, il sindaco Gianguido D’Alberto che qualche ora prima su Facebook ha ricordato il sorriso di Mohamed. «Perché questa era la sua città», dice il primo cittadino, «e noi non lo dimenticheremo mai così come staremo sempre vicini alla mamma». Da Giulianova il messaggio del sindaco Jwan Costantini: «Le forze dell’ordine e i volontari non si sono risparmiati nelle ricerche lavorando giorno e notte, aggrappati ad una flebile speranza. Caro giovane Mohamed, il mare ti è stato ostile, che sia gentile con te il cielo».
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