Molestie alle allieve, docente a processo

Ha chiesto il giudizio immediato. Il legale: «Dichiarazioni inverosimili, vanno vagliate nel contraddittorio delle parti»
TERAMO. La Procura chiede di processare il 54enne docente teramano di scienze accusato di molestie sessuali su tre allieve 15enni, che sarebbero state palpeggiate in classe, durante le lezioni, in un istituto superiore della città. Alla richiesta di rinvio a giudizio formulata il 20 ottobre scorso dal sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Teramo Greta Aloisi il professore ha risposto tramite il suo legale, avvocato Vincenzo Di Nanna, rinunciando all’udienza preliminare e presentando la richiesta di essere processato tramite giudizio immediato. «Dunque», scrive Di Nanna in una nota, «non ci sarà alcun rito alternativo e il giudice per le udienze preliminari designato Roberto Veneziano dovrà limitarsi a prendere atto della richiesta, senza pronunziare il rinvio a giudizio».
Di Nanna rileva: «È lo stesso accusato a richiedere d’esser giudicato in un pubblico dibattimento nel corso del quale le inverosimili e improbabili accuse dovranno ora essere verificate nel contradditorio delle parti e, per valutare l’attendibilità della deposizione delle presunte vittime minorenni sarà richiesto, prima di procedere all’esame testimoniale, l’esperimento di una perizia psichiatrica. La difesa ha già conferito l’incarico di consulente al professor Giovanni Battista Camerini di Bologna, neuropsichiatra infantile». In realtà la cosiddetta “carta di Noto”, che da una ventina d’anni regola le modalità delle testimonianze dei minorenni, prevede una valutazione psicologica sulla capacità del minorenne chiamato in causa a rendere testimonianza. Non ci sarà, dunque, una vera e propria perizia psichiatrica. Peraltro, la stessa carta di Noto consiglia che la sede privilegiata per l’escussione del minorenne sia l’incidente probatorio, ovvero il meccanismo previsto dal codice con il quale si anticipa rispetto al dibattimento la formazione della prova. È dunque assai probabile che le ragazze che accusano il docente siano sentite in un incidente probatorio e non nell’aula del processo.
Il professore di scienze era stato arrestato nell’aprile scorso e messo ai domiciliari. Successivamente il tribunale del Riesame, accogliendo il ricorso del difensore, ha revocato l’ordinanza di custodia cautelare disponendo la sospensione temporanea dall’insegnamento (a cui si è aggiunta anche quella disposta dal ministero in attesa della conclusione della vicenda giudiziaria).(d.v.)
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