Montagna sempre più spopolata Ora ci abitano in meno di 30mila

Negli ultimi 18 anni la popolazione si è ridotta dell’8,4% e vi risiedono 231 anziani ogni 100 giovani Proposte di rilancio in un webinar dell’università. Cardinale: la pandemia può essere un’occasione
TERAMO. La montagna sta morendo poco a poco. L’analisi demografica delle zone interne teramane è impietosa: dal 2002 al 2019 nei 15 comuni dell’area montana la popolazione è scesa dell’8,4%. A livello complessivo ha subito una perdita di 2.739 residenti e ha visto ridursi lo stock della popolazione residente da 32.495 a 29.756 unità. Trend completamente opposto a quello dell’intera provincia che ha incrementato di 20.721 unità la popolazione (+7,2%), passando da 287.331 a 308.052 residenti.
La tendenza allo spopolamento è confermata dalla densità abitativa nei comuni montani teramani: nel 2019 è stata di 33,9 abitanti per chilometro quadrato a fronte della media provinciale di 157,6. In montagna, sostanzialmente, restano solo gli anziani: l’indice di vecchiaia, espresso dal rapporto fra gli over 65 anni sui giovani fino a 14 anni, rileva che in provincia di Teramo vivono 185 anziani ogni 100 giovani. Il dato per l’Abruzzo è pari a 191,8, la media nazionale è del 173,1. Per l’area montana della provincia il valore assume livelli molto più elevati: 231 anziani per 100 giovani. Un calo che ha interessato anche il sistema imprenditoriale che – secondo i dati della Camera di commercio di Teramo – nel periodo 2008-2019 ha perso il 4% delle imprese attive nell’area montana: ammontano a fine 2019 a 3.389 unità.
Di questo si parlerà in un webinar organizzato dal corso di studi in Economia, indirizzo Turismo e territorio, che si terrà domani alle 16 su Google meet (www.unite.it/UniTE/Webinar–Aree–interne–risorsa–turismo). «Le dinamiche negative hanno subito una forte accelerazione dal 2008, per l’effetto combinato della crisi economica internazionale, del sisma del 2009, di quelli del 2016/2017 e degli eventi naturali del gennaio 2017», esordisce Bernardo Cardinale, presidente del corso di Economia, «l'obiettivo dell'incontro è riportare il dibattito sulle aree interne nella cornice accademica, anche per sottolineare la disponibilità del corpo docente del corso a interagire con la governance locale, non solo per le attività di formazione, ma anche analisi e di proposte di interventi sul territorio. Vogliamo far percepire le stesse aree non solo come marginali (come sembrano indicarci i dati socioeconomici), ma come risorse per l'intero territorio. La pandemia è una possibilità che non possiamo perdere, in particolare per le aree interne teramane, che possono risultare strategiche per l'intera provincia. E’ pur vero che le aree interne presentano una fragilità elevata in termini di accessibilità e di isolamento e scontano l’effetto-città, cioè il fatto che la maggioranza è più attratta, per vari motivi, dal grosso centro che dalla qualità paesaggistica dei luoghi. I lavori del webinar saranno arricchiti da contributi, di diversa provenienza disciplinare e professionale, con al centro studi, ricerche e proposte per innescare nuovi processi e modelli di sviluppo». Le conclusioni saranno di Umberto D’Annuntiis, sottosegretario alla presidenza della Regione.
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